Ranieri: "Ho cantato per Grace Kelly, ma mi vergogno" - 2/2
Poi un aneddoto legato alla sua carriera, il gran gala e concerto per Grace Kelly: “Però è una serata di cui mi vergogno. L’ho sottovalutata e sono arrivato persino con il vestito sbagliato. Ma alla fine è venuto in camerino Vittorio De Sica che mi ha detto ‘Ma perché canti queste canzoncine? Canta napoletano!’. Io sfrontato gli ho detto: ‘Sì maestro, ma a condizione che la regia la facciate voi’. L’ha fatta. Facemmo un trionfale spettacolo al Sistina, poi partii militare”.
Il 1975 è stato l’anno in cui Ranieri ha pensato di mollare tutto: “Stavo male. Mi sembrava che la musica mi stesse stretta, più di quello che avevo ottenuto era difficile avere. Avevo vinto il Cantagiro, due volte Canzonissima. Non volevo passare la vita a fare serate una dopo l’altra. Chiamo il mio produttore e glielo dico. Lui mi risponde duro: ‘Senza di me non farai un cazzo nella vita’. Quella sera mi sentii improvvisamente solo: non sapevo dove andare, come e cosa fare”.
Ma il successo non ha tardato ad arrivare con “Perdere l’amore” al Festival di Sanremo 1988: “È stata una parentesi. Avevo ricevuto questo pezzo strepitoso e decisi di tornare a Sanremo. Chiesi a Pietro Garinei se mi consentiva una pausa rispetto all’impegno per Rinaldo in campo. Lui acconsentì. Dopo la vittoria rifiutai l’offerta di un miliardo per una tournée e tornai a teatro. Garinei mi accolse con un sorriso e mi disse, con quel suo vocione: ‘Sai perché ti ho fatto andare? Perché Modugno nel 1958 interruppe le recite proprio di Rinaldo in campo e vinse con Volare. Tu, trent’anni dopo hai fatto la stessa cosa. Io lo sentivo'”.