"Essere cresciuta molto vicina al giudizio degli altri, tante volte, mi ha ferita" - 2/2
Ramazzotti rivendica però di aver sempre avuto chiara la distinzione tra la propria identità e quella dei genitori: “Io ho avuto sempre la consapevolezza, e di questo ringrazio i miei genitori, di valore come persona, come individuo e non come la conseguenza di essere figlia di due personaggi: è servito però tanto lavoro da parte mia per ritrovare di nuovo chi ero e cosa ero in grado di fare, se veramente quella cosa avesse un valore oppure no“. Una consapevolezza costruita anche passando attraverso momenti difficili. “Essere cresciuta molto vicina al giudizio degli altri, tante volte, mi ha ferita e mi ha portato ad avere tanti problemi. Io ho sofferto anche di disturbi alimentari, sempre per il giudizio altrui, ma mi ha fortificata veramente”.
E aggiunge: “Sarebbe ipocrita dire che non mi interessa il giudizio altrui, farei un altro lavoro altrimenti. Mi deve interessare parzialmente, ma devi conoscere appieno i tuoi pregi, avere una grande conoscenza di te: se entri in questo mondo senza avere un’autostima formata ti può fare male e mi è successo, ma ora sto molto meglio”.
Nel suo racconto non c’è però la volontà di presentarsi come una vittima. Anzi. “Sono una persona estremamente fortunata che riconosce la sua fortuna ma sono sempre un essere umano: per esserci il bello deve anche esserci il brutto da qualche parte”. Poi chiude con una frase che riassume bene il tono del suo intervento: “Io in alcuni giorni mi sveglio e mi sento Dio, in altri voglio morire: ci sono queste due personalità”.