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Dagli Epstein Files all’aula di tribunale: l’ex principe Andrea non ci sta e porta davanti ai giudici la polizia per l’irruzione e l’arresto

I servizi giudiziari hanno reso noto che un'udienza per esaminare il ricorso è stata fissata per il prossimo 8 ottobre

di Antonella Zangaro
Il giorno dell'arresto di Andrea Mountbatten-Windsor - 2/2

Il giorno dell'arresto di Andrea Mountbatten-Windsor - 2/2

L’ex duca, in febbraio, era dunque lì, nella tenuta di Sandringham, pronto a fare colazione, quando gli agenti della Thames Valley Police lo hanno prelevato per condurlo alla stazione di polizia di Aylsham per essere sentito, perchè su di lui pendeva l’accusa di sospetta condotta illecita in pubblico ufficio. Quello che gli Epstein Files avevano portato alla luce erano e-mail nelle quali Andrea Mountbatten-Windsor trasmetteva al faccendiere dei report riservati e relativi alle sue missioni condotte a Hong Kong, Singapore, in Vietnam e in Cina compresa una nota riservata e destinata al governo britannico contenente dettagli sulle opportunità di investimento nella provincia afghana dell’Helmand.

Ora, Andrea Mountbatten-Windsor ha dato mandato ai suoi legali affinché sia avviato un procedimento di revisione giudiziaria in relazione ai mandati di perquisizione che hanno consentito alla polizia di fare irruzione nella sua abitazione presso la tenuta di Sandringham e nella sua precedente residenza al Royal Lodge di Windsor, spiega il quotidiano oggi. Inoltre, i servizi giudiziari hanno reso noto che un’udienza per esaminare il ricorso è stata fissata per il prossimo 8 ottobre.

Il 19 febbraio il fratello minore del re e figlio prediletto di Elisabetta II, tornava nella sua nuova abitazione dopo quasi 12 ore di fermo e i quotidiani, il giorno seguente, aprivano con la foto carpita mentre si trovava in automobile, seduto sui sedili posteriori, il corpo un po’ accasciato e lo sguardo tra l’allucinato e lo smarrito reso ancora più straziante dai flash.

Questa è la seconda volta che un reale contesta la legittimità di un procedimento penale a suo carico, l’unico precedente risale al 1649 quando re Carlo I, poi, finì ghigliottinato. Nei giorni successivi al fermo di Andrea, la polizia ha continuato a ispezionare la grande residenza di Windsor, il Royal Lodge, in cerca di elementi di prova. I legali dell’ex principe ora intendono verificare la “legittimità dei mandati di perquisizione, emessi da un giudice dell’Old Bailey su richiesta della polizia della Thames Valley”.

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