"Abbiamo rinunciato per cinque anni a cene fuori, vacanze e altre comodità" - 2/2
Il piano iniziale è finire quasi tutto in un anno, lavorando la sera e nei fine settimana. Non succede. Tra problemi strutturali, lavori specialistici e costi aumentati dopo la pandemia, il budget salta completamente. “Si sono rivelati completamente sbagliati”, ammettono parlando dei conti e delle tempistiche iniziali. Da lì cambia tutto. Invece di accelerare, i due iniziano a recuperare materiali, cercare occasioni, fare da soli una parte sempre maggiore dei lavori e chiedere aiuto ad amici, parenti e persone conosciute attraverso i social.
“Abbiamo vissuto in momenti diversi con entrambi i nostri genitori per riuscire a mettere da parte i soldi necessari a rendere possibile questo progetto e abbiamo rinunciato per cinque anni a cene fuori, vacanze e altre comodità in cambio di cartongesso, pavimenti e notti passate a lavorare”, raccontano.
Persino la piscina infestata dai serpenti cambia volto: invece di restaurarla, la coppia la demolisce e trasforma lo spazio in un giardino. “Ogni progetto può essere realizzato scegliendo due di queste tre cose: fatto bene, fatto in fretta, fatto spendendo poco”, spiegano i Bouldin. “La maggior parte delle volte abbiamo scelto bene e spendendo poco, quando era possibile. A volte siamo riusciti soltanto a farlo bene, ma è comunque meglio che pagare molto per farlo in fretta”. Cinque anni dopo, con oltre 300 mila dollari spesi, la casa è completata all’incirca all’85%. Restano ancora diversi interventi, ma per Tyler e Lauren il traguardo non è più semplicemente “finire”.
“Preferiamo concentrarci sull’essere produttivi quando possiamo, senza perdere di vista ciò che per noi conta davvero”, spiegano. “Se ci precipitassimo, ci caricassimo di troppi impegni o misurassimo il successo soltanto in base a quanto siamo vicini alla fine, non riusciremmo mai a goderci la famiglia e la casa meravigliosa che abbiamo costruito insieme”.