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“Mi presentavo come ‘la ragazza in carrozzina’. Poi una frase del mio parrucchiere mi ha fatto riflettere. Quando mia figlia mi ha chiesto perché non potesse vedermi in piedi mi si è spezzato il cuore”: parla Giulia Lamarca

Nella lunga intervista a Fanpage, Giulia Lamarca racconta il percorso che l’ha portata a non sentirsi più definita dalla sedia a rotelle, il rapporto con il marito Andrea Decarlini e il dolore provato davanti alla domanda della figlia. E sul mondo della moda avverte: “Sull’inclusione stiamo peggiorando”.

di Redazione FqMagazine

"Inclusione nella moda? Stiamo peggiorando. Lo dico non solo rispetto alla disabilità, ma anche alle modelle curvy e alla magrezza" - 2/2

A proposito di rappresentazione, Lamarca torna anche su un tema che le sta particolarmente a cuore: quello dell’inclusione delle persone con disabilità nel mondo della moda. Due anni fa aveva provato a sensibilizzare il settore, ma oggi la sua impressione è tutt’altro che positiva: “La situazione sta peggiorando. Lo dico non solo rispetto all’inclusione della disabilità, ma anche sulle modelle curvy e sulla magrezza: stiamo peggiorando”.

Non manca una parte dedicata al rapporto con il marito Andrea, l’uomo che una volta le ha detto: “Ti rendi conto che sei riuscita a far diventare cool il fatto di fare una foto con una persona in carrozzina?”. Lamarca racconta così il loro equilibrio: “Siamo due persone tendenzialmente opposte che si sono trovate. Non ci saremmo potuti incontrare se non lì, in ospedale, avevamo proprio giri differenti. Ci siamo compensati, funzioniamo così da sempre. Certo, questo ti porta anche a chiederti: ‘Cosa so fare senza di lui?’. Anche se poi non è vero, perché le cose le fai lo stesso”.

Infine, un passaggio più intimo riguarda un episodio che Lamarca aveva già raccontato sui social, quando sua figlia le ha chiesto perché non potesse mai vederla in piedi: “Ho subito pensato che lei stesse provando le stesse cose che ho provato io, quel senso di ingiustizia che ho sentito a 19 anni. Lo vedevo su di lei. Questa cosa mi faceva male, mi dava più tristezza e dolore forse che rabbia. Pensavo che non avrei potuto evitarglielo, che non potrò salvarla dal viverlo. E questa cosa mi ha spezzato il cuore”.

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