"Silvia Bernardocchi aveva una sensibilità incredibile che metteva al servizio dei malati" - 3/3
“Oltre a far parte della Fondazione e ad essere vicepresidente – racconta Scognamiglio – Silvia era diventata anche un’ottima amica, una persona di famiglia per noi. Perché quando si conduce una Fondazione non c’è un tempo da dedicare, l’impegno diventa quotidiano, perché quotidianamente arrivano richieste di aiuto e quotidianamente ti devi dare da fare. Silvia era molto brava in questo, essendo anche una paziente aveva una sensibilità incredibile nel supportare i malati ed era estremamente forte. Era veramente forte”, ripete la presidente.
“Lei non voleva che i pazienti si sentissero soli, che i loro familiari si sentissero soli, e purtroppo nel colangiocarcinoma questa è una cosa che si verifica spesso. È una malattia rara” e i malati rari sono troppe volte ‘orfani’ non solo di cure, ma anche di ascolto, sostegno e comprensione. Era questa la vocazione di Silvia Bernardocchi, che continuerà grazie al Fondo a lei intitolato.