"Lo so che dipendenza è una parola forte da usare. È difficile crederci se non ci sei passato" - 2/2
Con il tempo sono comparsi anche diversi problemi fisici che Isabella associa al consumo eccessivo della bevanda: emicranie, nausea, episodi di vomito, acne, gonfiore e aumento di peso. E qui va chiarito che i suoi drink non erano composti soltanto da acqua e polvere verde, ma anche da latte d’avena e sciroppo al cioccolato bianco. “I miei mal di testa duravano un giorno intero. Andavo a dormire con il mal di testa e quando mi svegliavo era ancora lì. Quando camminavo o muovevo la testa, era come se riuscissi a sentire il cervello che si muoveva. Avevo anche visione a tunnel, vertigini e la vista annebbiata”, racconta la ragazza al Daily Star.
A farle scattare un campanello d’allarme è stato un video visto sui social. Fino a quel momento, racconta, aveva attribuito il vomito a un virus e le emicranie a problemi separati. Da gennaio ha quindi iniziato a ridurre il consumo e, entro marzo, era arrivata a soli due matcha alla settimana.
Nel giro di poche settimane, sempre secondo il suo racconto, la pelle ha cominciato a migliorare, le emicranie e la sensazione di “nebbia mentale” si sono attenuate e la nausea è diminuita. Isabella sostiene però di aver attraversato anche una fase difficile nel ridurre il consumo: “Lo so che dipendenza è una parola forte da usare. È difficile crederci se non ci sei passato: avevo vertigini e il matcha era continuamente nei miei pensieri”.
Oggi dice di berlo solo raramente e di aver ridotto in generale la caffeina. “Ho iniziato ad andare in palestra e ora seguo un’alimentazione corretta”. Il caso di Isabella resta naturalmente un’esperienza personale ed è ben lontano dal dimostrare che il matcha provochi di per sé i disturbi da lei descritti. Il punto, semmai, è la quantità: il matcha contiene caffeina e un consumo elevato può contribuire alla comparsa di sintomi come mal di testa, agitazione o nausea, soprattutto se sommato ad altre fonti di caffeina durante la giornata. Va anche ricordato che, al di là del matcha, un’alimentazione equilibrata e regolare resta fondamentale per il benessere generale e non può essere sostituita da una singola bevanda, per quanto venga spesso presentata come “salutare”.