"Lo squalo ha dato una violenta scodata contro la barca, strappando l'attrezzatura" - 2/3
Nonostante l’entusiasmo, Volpi ha scelto di accorciare i tempi della cattura e rilasciare l’animale il prima possibile, trattandosi di una specie protetta e a rischio estinzione: niente foto o riprese aggiuntive, priorità al benessere di un esemplare già provato dalla lotta. Proprio nel momento della liberazione, però, è arrivato l’imprevisto: mentre il pescatore si preparava a tagliare il finale vicino alla bocca dello squalo per non lasciargli addosso tutta la lenza, l’animale ha dato una violenta scodata contro la barca, strappando l’attrezzatura e allontanandosi con l’amo ancora agganciato. Nessun rischio per lui, però: si trattava di un amo biodegradabile, destinato a dissolversi in poco tempo senza conseguenze.
A colpire più di tutto è la vicinanza alla costa: appena 22 metri di profondità nel punto dell’incontro, quando di solito questi squali si muovono su fondali ben più profondi. Una zona, tra l’altro, frequentata regolarmente da subacquei e pescatori in apnea, ai quali Volpi lancia un appello alla prudenza: il mako è considerato tra gli squali più imprevedibili e aggressivi verso l’uomo, secondo solo al grande bianco per pericolosità, ed è capace di percepire a distanza la presenza di prede ferite.