Callegaro: "Mi sono sentito fallitissimo, ci ho perso delle notti di sonno" - 2/2
“Mi sono veramente sforzato moltissimo. – ha continuato – . Ho cercato di creare qualcosa che restasse in testa, un personaggio, un tormentone. Ci ho provato in tutti i modi. Mi sono sentito fallitissimo. Avevo in mano uno strumento che avrebbe potuto farmi guadagnare molti soldi, vedevo persone prima e dopo di me riuscirci, e io no. Ci ho perso delle notti di sonno. Nel mio cuore ho sempre pensato di voler cucinare, di voler fare questo mestiere”.
Il cuoco si è rimesso in carreggiata lavorando per la catena di ristoranti “Legami” e come chef al “Rosso di Sera” di Como. Poi la battuta d’arresto: “Gli esami hanno individuato un meningioma nel lobo frontale. Il medico mi disse: ‘Lei ha un tumore in testa”. Ho fatto trenta chilometri che non auguro alla peggior persona di questa terra”.
Gli esami successivi avevano ridimensionato la gravità della situazione: la massa risultava operabile e con buone probabilità di natura benigna: “Ho vissuto quella esperienza come una vera e propria seconda vita. Non nel senso figurato del termine: una concreta, ulteriore possibilità di esistere”.