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“L’Intelligenza Artificiale è uno strumento potentissimo, una bomba atomica. Se entra a gamba tesa nel cinema, la vedo dura”: le parole di Carlo Verdone

Alla presentazione del Premio Mario Verdone, il regista lancia l’allarme sull’intelligenza artificiale: “Potrebbe provocare disoccupazione tra sceneggiatori, doppiatori e molte altre figure. È uno strumento potentissimo, se entra nell’arte l’arte finisce”

di Redazione FqMagazine
“L’Intelligenza Artificiale è uno strumento potentissimo, una bomba atomica. Se entra a gamba tesa nel cinema, la vedo dura”: le parole di Carlo Verdone

Il Premio Mario Verdone, dedicato agli autori italiani all’opera prima, torna per la diciassettesima edizione nell’ambito del Festival del Cinema Europeo, in programma a Lecce dal 7 al 14 novembre. A scegliere il vincitore saranno ancora una volta Carlo, Luca e Silvia Verdone. Ed è proprio durante la presentazione del riconoscimento che Carlo Verdone ha lanciato un allarme sul futuro del cinema, come riporta Vanity Fair.

A preoccuparlo è soprattutto l’avanzata dell’intelligenza artificiale. “Se l’AI entra a gamba tesa nel cinema, la vedo dura. Non esisterebbe più il cinema d’autore, ma un cinema fatto dall’algoritmo”, ha detto il regista e attore. Il rischio, secondo Verdone, è quello di snaturare completamente il linguaggio cinematografico: “La settima arte rischierebbe di morire e di trasformarsi in una sorta di videogioco”.

Verdone insiste anche sulle conseguenze che l’uso dell’AI potrebbe avere sul lavoro di chi il cinema lo realizza: “Per me l’AI è pericolosissima perché potrebbe provocare disoccupazione tra sceneggiatori, doppiatori e molte altre figure”. E usa un’immagine netta per descriverne la potenza: “È uno strumento potentissimo, una bomba atomica. Se entra nell’arte, l’arte finisce”.

Parole che arrivano in un momento che Verdone considera già molto complicato per il settore. “Il cinema soffre molto in sala, è inutile nasconderlo. Basta guardare gli incassi: è un momento disastroso”, ha spiegato. Tornare al cinema con un nuovo film, oggi, significa secondo lui esporsi a un rischio che riguarda tutti: “Spaventa gli esordienti, i giovani e i veterani. Le certezze che avevamo negli anni Ottanta e Novanta non ci sono più. Non c’è nulla di certo, anche se fai recitare gli attori più bravi”.

La risposta, per Verdone, resta nella scrittura e nella capacità di trovare idee nuove: “Bisogna puntare sulla forza delle sceneggiature e delle idee. Bisogna trovare soggetti originali, capaci di spiazzare e di guardare la realtà in maniera singolare”.

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