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“È una truffa, vieni a cercarmi”: un finto venditore di cani tenta di raggirare un uomo di Roma con l’acquisto di un bassotto

A catturare l'attenzione di una tredicenne di Roma era stato un bassotto visto in rete. Il padre della ragazzina si è messo in contatto per comprarlo e da qui comincia la truffa tentata a suoi danni.

di Redazione FqMagazine
La richiesta di un secondo pagamento e la scoperta della truffa - 2/2

La richiesta di un secondo pagamento e la scoperta della truffa - 2/2

Il giorno seguente i truffatori chiedono all’uomo di effettuare un nuovo bonifico, sempre di 250 euro, per applicare il microchip al bassotto. L’uomo, però, nella causale del bonifico inserisce nome e cognome della figlia, invece che i suoi. Così, aggrappandosi a questo pretesto e sostenendo che per l’installazione del microchip servissero i suoi dati, i truffatori chiedono all’uomo di effettuare un nuovo bonifico, con la causale corretta.

Nonostante l’assicurazione di vedersi restituiti i 250 euro inviati tramite il secondo bonifico, l’uomo inizia a intuire che dietro tutte queste richieste di denaro ci sia qualcosa di strano e quindi decide di non effettuare il nuovo bonifico fin tanto che non gli vengano versati nuovamente i 250 euro inviati con la causale sbagliata.

“Dopo aver verificato che la somma non mi era stata stornata, ho chiamato prima il venditore. Non mi ha risposto e così gli ho scritto e fatto presente che in caso di raggiro mi sarei rivolto ai carabinieri” ha spiegato l’uomo. Dal finto venditore gli è poi giunta una risposta sconcertante e provocatoria al tempo stesso, che non ha potuto che confermare i suoi sospetti: “È una truffa, vieni a cercarmi”.

A quel punto all’uomo non è restato che recarsi presso il Comando dei Carabinieri Roma Talenti per sporgere denuncia. Ora si indaga per capire se dietro il finto veneditore si nasconda una rete più ampia di truffatori. Intanto il padre della ragazzina è amareggiato soprattutto perché sono state tradite le speranze della tredicenne.

“Non è solo una questione di soldi ma di principio e la speranza è che non ci siano altri bambini che vengano raggirati dai nuovi truffatori della rete” ha spiegato l’uomo.

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