Il legame con la Fondazione Domenico Caliendo - 2/2
La parte più significativa dell’operazione riguarda la destinazione benefica del ricavato: parte della vendita sarà devoluta alla Fondazione Domenico Caliendo, scelta personalmente da Sal Da Vinci.
La fondazione nasce da una storia di dolore. Domenico Caliendo era un bambino di due anni e tre mesi morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo un trapianto di cuore finito al centro di un’inchiesta giudiziaria per accertare le responsabilità di una catena di errori. A dare vita alla fondazione è stata la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, che l’ha costituita legalmente davanti a un notaio insieme ad altri componenti del comitato promotore, tra cui l’avvocato Francesco Petruzzi.
Gli obiettivi dell’ente sono chiari: fornire assistenza legale alle famiglie vittime di presunta malasanità, comprese quelle che non rientrano nei requisiti per il gratuito patrocinio, garantendo soglie di accesso più ampie rispetto a quelle previste dalla legge. Nei mesi successivi alla sua nascita la fondazione ha già raccolto circa 45mila euro, quasi interamente da donazioni private.