Le richieste fatte ai Me contro Te per separazione netta tra contenuti e pubblicità - 3/3
Con l’azione inibitoria Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo di accertare “le violazioni contestate ordinandone la cessazione immediata con divieto di reiterazione, e di disporre la conformazione di sito e app entro 30 giorni rimuovendo la dicitura ‘Vai allo shop!’ dall’ambiente ludico (o segregazione dietro filtro d’età); la separazione netta tra contenuti e pubblicità; una identità societaria univoca in tutte le informative; un nuovo banner cookie con le opzioni ‘Accettà e ‘Rifiuta’ di pari evidenza; informative riscritte in linguaggio comprensibile ai bambini; sistema di verifica dell’età e consenso genitoriale; Dpia sui trattamenti dei minori”.
“Il modello ‘influencer per bambini + shop integrato’ che fino ad oggi ha garantito a Me contro Te lauti guadagni finisce ora in tribunale – spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele- I minori non sono un target commerciale e chi costruisce con i bambini un rapporto di fiducia è obbligato a rispettare uno standard di diligenza rafforzato, ancora di più nel caso della coppia di creator Me contro te che vanta 7,31 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 milioni di follower su Instagram e 3,5 milioni TikTok