"Con lo stipendio medio oggi si fa fatica anche qui" - 3/3
“Con lo stipendio medio oggi si fa fatica anche qui”
Non significa che il Regno Unito sia un Paese perfetto. Anzi. Emiliano è il primo a sottolinearne i limiti. Brexit ha fatto aumentare il costo della vita, gli affitti sono altissimi, il sistema sanitario soffre una grave carenza di personale e per molte professioni poco qualificate trasferirsi oggi non rappresenta affatto un affare. “Io sono un privilegiato“, ammette. “Lo stipendio medio è intorno alle 35-36mila sterline e con quella cifra oggi si fa fatica, soprattutto a Londra o a Cambridge. Non consiglierei di venire qui per fare il cameriere o lavori non specializzati. Per gli ingegneri software, invece, la situazione è completamente diversa. Ricevo tra cinque e dieci contatti di recruiter ogni mese perché qui di ingegneri software ce ne sono pochi e servono come il pane”.
Il prezzo pagato in questi quattordici anni è soprattutto quello della distanza. Gli mancano la madre, il fratello, la sorella e gli amici rimasti tra Torino e la provincia di Cuneo. Per questo ha proposto alla sua azienda di lavorare alcune settimane all’anno dall’Italia. La risposta del manager lo ha colpito. “Non mi ha detto né sì né no. Mi ha risposto: ‘Parlane con i tuoi colleghi. Saranno loro a essere coinvolti da questa scelta’. Mi è sembrato un modo molto rispettoso di affrontare la questione“. E se domani qualcuno gli offrisse in Italia lo stesso stipendio che percepisce oggi? Emiliano non ha dubbi. “Non tornerei nemmeno per una volta e mezza quello che guadagno adesso. Non è più una questione economica. Qui mi fido del mio team, mi fido dei miei colleghi. Ho paura che in Italia trovare un ambiente fondato sullo stesso rispetto reciproco sia molto difficile. E non ho più intenzione di rischiare“.