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Ultimo aggiornamento: 16:43

Ilva, De Palma (Fiom): “Incredibile che i partiti non si confrontino. È strategica e coinvolge migliaia di lavoratori”

Il segretario generale dei metalmeccanici della Cgil: "Ci sono passati tutti, ma nessuno si assume la responsabilità"
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“Trovo incredibile che ad oggi non ci sia stato un momento in cui le forze del Paese, all’opposizione o in maggioranza, su una questione come quella dell’ex Ilva che parla della dignità di migliaia di lavoratori e di una questione strategica per l’Italia e per l’Europa, non trovino le modalità e il tempo per affrontarla insieme alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni locali e alle forze datoriali. Questo mi lascia assolutamente sgomento”. A sottolinearlo è stato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, a margine di una conferenza stampa sul gender pay gap a Roma. “È come se il problema di Taranto ci fosse da tantissimi anni – ha continuato – quindi ci sono passati tutti. Ma nessuno si assume la responsabilità collettivamente di affrontarlo”.

Intanto i legali dei commissari di Acciaierie d’Italia (la società di gestione dell’ex Ilva) hanno presentato alla Corte d’appello di Milano la richiesta di sospendere in via cautelare la decisione del luglio scorso di fermare l’area a caldo del sito siderurgico di Taranto, alla luce del fatto che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre prossimo l’udienza per discutere sul ricorso. Gli avvocati dei commissari hanno quindi chiesto di sospendere gli effetti del decreto, che ha disposto entro 90 giorni (25 ottobre) lo stop agli altiforni di Taranto.

Nell’attesa della Cassazione, però, De Palma e la Fiom-Cgil esortano la politica e il governo a non perdere tempo: “Non bisogna aspettare il 20 ottobre, abbiamo detto al governo che, comunque sia, la prossima settimana bisogna incontrarsi a Palazzo Chigi perché ci sono delle cose che possono essere fatte a prescindere”, ha continuato il segretario generale della Fiom. “Ci sono tante questioni da affrontare, dal Dri (l’impianto per produrre il “cibo” per i forni elettrici), le infrastrutture necessarie, le risorse. Questi elementi noi vorremmo cominciare a discuterli”, ha aggiunto.

Nel frattempo, venerdì ci sarà un incontro tecnico al ministero del Lavoro: “Non mi aspetto delle risposte, mi aspetto di lavorare sulle proposte che noi abbiamo avanzato e sulle proposte che dall’altro lato ha cominciato ad avanzare il governo, perché c’è un elemento di novità costituito dal fatto che il ministero del Lavoro ha aperto su alcune delle nostre richieste, ma ora bisogna entrare nel merito per comprendere davvero quegli strumenti come possono servire a tutelare davvero gli occupati dell’Ilva e delle aziende dell’indotto”.

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