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L’Unione Europea apre le porte al Canada: cos’è lo status inedito di “membro associato”

Gli ambiti di cooperazione sono l’energia, l'IA, i minerali critici necessari per batterie o semiconduttori e la difesa. In concreto, merci, servizi e lavoratori canadesi di questi settori potrebbero un giorno circolare senza ostacoli tra l’Europa e il Canada. Il 17 settembre Carney parla davanti alla plenaria
L’Unione Europea apre le porte al Canada: cos’è lo status inedito di “membro associato”
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Negli ultimi mesi ha sondato i vertici dell’Unione europea a Bruxelles, così come i principali leader del continente. L’avvicinamento però, era già in corso almeno da marzo 2025: poco dopo essere diventato premier del Canada, Mark Carney ha nominato un inviato speciale per l’Ue, John Hannaford, incaricandolo di esplorare le opzioni più ambiziose di integrazione all’infuori dell’adesione all’Ue o dell’integrazione completa nel suo mercato unico. Un confronto diplomatico culminato oggi a Strasburgo, nella plenaria del Parlamento, con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che, nel discorso sullo Stato dell’Unione rivolgendosi allo stesso Carney, ha annunciato: “Dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership. Quindi, vorrei collaborare con voi per aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Ue. Uniremo volontariamente le nostre forze. Passeremo dal Ceta a un’’Alleanza per il futuro’ per creare uno spazio comune di prosperità e sicurezza economica”.

Si tratta di un nuovo status, finora inedito, che sancisce, Trattati alla mano, una relazione strutturata, di principio e articolata che un Paese non membro può avere con l’Unione. L’acronimo è AA. In esteso si scrive Association Agreement. Nei fatti, si legge “alleanza di ferro” in chiave anti-Trump, che ha avuto un’accelerazione rapida a fine estate tanto quanto il deteriorarsi dei rapporti commerciali tra Ottawa e Washington, dove la Casa Bianca vorrebbe che il Canada diventasse il 51° Stato Usa.

Tuttavia, prima di immaginarsi un’integrazione talmente ambiziosa da rendere di fatto il Canada uno tra i Paesi più integrati con l’Ue in tutto il mondo, è opportuno ricordare che dieci Paesi Ue (Italia inclusa) non hanno ancora ratificato il Ceta, l’accordo di libero scambio Ue-Canada firmato nel 2016 ed entrato in vigore in via provvisoria nel 2017. Pesano i timori legati all’impatto delle importazioni agricole canadesi sugli agricoltori europei, malgrado, alla prova dei fatti, il trattato si sia rivelato vantaggioso per molti settori dell’economia Ue, inclusi gli agricoltori, come i viticoltori (dal 2017 ad oggi, le esportazioni di vini europei verso il Canada hanno registrato una crescita media del 5,1%, secondo Il Sole 24 Ore). Le due parti hanno concordato di approfondire la cooperazione su sei aree fondamentali: commercio, sicurezza e normative, materie prime critiche, energia e tecnologie pulite, liberalizzazione dei visti e sistemi finanziari. Ottawa mira inoltre ad aumentare la vendita di gas e fertilizzanti canadesi verso l’Ue per aiutare a compensare la perdita di forniture russe. Sarebbero in corso anche discussioni sul posare cavi sottomarini per collegare Europa e Canada e costruire insieme infrastrutture digitali come data center e reti satellitari. Sul fronte del sostegno all’Ucraina, il Financial Times ha poi rivelato che il Canada pensa di contribuire al prestito di sostegno da 90 miliardi di euro a favore di Kiev, con l’obiettivo di definire l’entità del contributo prima del vertice di Montreal. E lo scorso anno ha già portato progressi significativi nell’ambito della sicurezza, con Ottawa che ha ottenuto accesso (al contrario di Londra) al programma Safe da 150 miliardi di euro per il finanziamento dell’industria bellica.

Carney, che il 17 settembre alle 11.30 parlerà alla plenaria di Strasburgo, ha tuttavia precisato che il Canada resterà un partner fondamentale per gli Usa in “molti ambiti strategici”. E nell’intervento del 15 settembre al Canada Investment Summit, un incontro da lui promosso coi principali investitori globali nel mezzo dell’aspra crisi commerciale con Washington, ha comunque precisato che “il Canada continuerà a essere il più importante partner degli Stati Uniti in molti ambiti strategici”. E, allo stesso tempo, definendo l’economia canadese come “la più interconnessa al mondo”, ha precisato che “il mese prossimo avvieremo colloqui con l’Unione europea, la seconda economia mondiale, per costruire un’alleanza unica in ambito economico e di sicurezza”.

L’attesa per il vertice Ue-Canada e l’integrazione nei settori chiave

La presidente della Commissione è uno sponsor di ferro dell’avvicinamento dell’Ue al Canada e ai suoi collaboratori più stretti da settimane racconta che l’obiettivo è avere l’accordo più stretto possibile con Ottawa. A fine ottobre il vertice Ue-Canada è chiamato a sancire questo percorso, che si concluderà ufficialmente solo dopo la ratifica di tutti i Paesi membri. Il risultato di mesi di trattative è che i funzionari europei e canadesi stanno valutando come il Canada possa integrarsi in modo informale nel mercato unico europeo, che vale 21mila miliardi di dollari, in settori strategici quali l’energia, l’IA, i minerali critici necessari per batterie o semiconduttori e la difesa. In concreto, merci, servizi e lavoratori canadesi di questi settori potrebbero un giorno circolare senza ostacoli tra l’Europa e il Canada. L’Oceano Atlantico, oggi quasi infinito tra Usa e Ue, potrebbe essere improvvisamente molto più stretto poco più a Nord, tra il Canada e l’Europa. Accomunate, tra l’altro, dal comune interesse a rendere più sicuro l’Artico di fronte alle mire della Russia, della Cina e, da due anni a questa parte, anche dell’America di Trump, che più volte è arrivato ad evocare l’annessione del Canada, come anche della Groenlandia. Non a caso, solo qualche giorno fa von der Leyen ha siglato a Nuuk il nuovo accordo di associazione tra l’Ue e proprio la Groenlandia.

La Commissione deve comunque muoversi con prudenza. Il trattato Ue-Mercosur ha mostrato che in Europa sono diverse – spesso portate avanti dai movimenti nazionalisti – le resistenze di fronte alle aperture commerciali di Bruxelles. Funzionari europei hanno sottolineato di non poter offrire al Canada una relazione equivalente a quella di Norvegia e Svizzera, che versano contributi al bilancio comunitario in cambio dell’accesso al mercato unico. “Dobbiamo essere realistici e pragmatici, e gestire le aspettative del Canada“, ha detto un funzionario europeo al Financial Times. Gli Usa restano comunque il primo partner commerciale di Ottawa, con scambi per circa 620 miliardi di euro l’anno, contro i circa 130 miliardi di euro di interscambio con l’Europa nel 2025. Il Canada ha rapporti storici con l’Europa: il Quebec è a tutt’oggi francofono, la Francia conserva tuttora il minuscolo arcipelago di Saint-Pierre et Miquelon a sud di Terranova e il capo dello Stato è re Carlo III d’Inghilterra.

Secondo il Wsj, Carney ha preparato il terreno parlando privatamente con quasi tutti i leader europei, inclusi quelli più vicini al presidente Usa Donald Trump. In seguito al diverbio pubblico scattato la scorsa primavera con il leader statunitense, la stessa premier italiana Giorgia Meloni oggi parla più frequentemente con la controparte canadese che con Trump, scrive la testata, citando funzionari europei. Il Wsj evidenzia che Ottawa mira ad aumentare la vendita di gas e fertilizzanti canadesi verso l’Ue per aiutare a compensare la perdita di forniture russe. Sarebbero in corso anche discussioni sul posare cavi sottomarini per collegare Europa e Canada e costruire insieme infrastrutture digitali come data center e reti satellitari. A Politico il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic ha parlato esplicitamente di investimenti congiunti in progetti comuni, aggiungendo che Ue e Canada potrebbero concludere un accordo sul commercio digitale entro fine anno. E il Financial Times scrive che Ottawa si appresta ad aderire a una rete di supercalcolo dell’Ue per collaborare nell’ambito dell’intelligenza artificiale.

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