Davanti a clima, genocidio e guerre l’Ue risulta del tutto inadeguata: il suo destino sarà sparire?
di Mik
Di fronte all’attuale contesto internazionale molte persone si sentono disorientate e vedono le politiche europee come un treno lanciato a tutta velocità senza più un macchinista. Le dichiarazioni di Donald Trump diventano sempre più incomprensibili, estremiste e dannose ogni giorno che passa e non fanno altro che destabilizzare il mondo intero. Un mondo sempre più in fiamme. Nel vero senso della parola, dopo l’estate appena trascorsa, con incendi disastrosi e vastissimi, che hanno distrutto tutto ciò che hanno incontrato. Un mondo in fiamme per le guerre e le crisi in corso, che non accennano a trovare una fine. In questo contesto la classe dirigente dell’Unione Europea appare non all’altezza dei valori europei, dei propri compiti e dei tempi che stiamo vivendo.
Nel difficile contesto socio-economico in cui ci troviamo, l’Unione Europea risulta infatti del tutto inefficace, in balia degli eventi e, non sapendo che fare, attua politiche sbagliate. A partire dalla guerra in Ucraina, che continua a sostenere in modo ostinato e senza una visione: à la guerre comme à la guerre, nel senso che proseguiamo la guerra a tutti i costi, senza pensare dove porterà e a quali sacrifici. L’unico obiettivo sembra non rassegnarsi a una pace di compromesso, ma questa ostinazione la paga in primo luogo il popolo ucraino, sulla cui pelle viene fatta la guerra, e in secondo luogo noi europei, coinvolti per ora più o meno direttamente nel conflitto.
Il 5% del Pil che hanno deciso di investire in armamenti saranno risorse che mancheranno per affrontare altre difficoltà, a partire dall’emergenza climatica. Il clima è l’elefante nella stanza del nostro tempo. Probabilmente quasi tutte le emergenze in atto o che si stanno profilando sono legate direttamente o indirettamente alla crisi climatica: le migrazioni, le ondate di calore, gli eventi climatici estremi, la crisi energetica hanno tutte a che fare col collasso climatico che ci aspetta e che sta già avvenendo.
Per non parlare della linea tenuta sul genocidio a Gaza: l’Ue è venuta meno ai suoi valori, ha violato i suoi principi, non ha difeso i diritti umani, il diritto internazionale, restando a guardare o sostenendo il genocidio all’ombra di Trump e dell’establishment internazionale.
Se la classe dirigente europea appare inadeguata e non all’altezza, dobbiamo rassegnarci al collasso dell’Ue? Oppure i cittadini europei possono essere migliori? Come scritto nel Manifesto di Ventotene: “Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti fra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani.”
L’augurio e l’impegno devono quindi essere per un rinnovamento della classe dirigente e della politica europea. Le crisi e le emergenze incombono, si acuiscono e ci sferzano ogni giorno, quindi il tempo è poco o non c’è, ma è l’unica strada che può essere seguita.