Il mondo FQ

Per salvare la manovra Meloni chiede a von der Leyen doppia flessibilità: sulla spesa gonfiata dall’inflazione e sull’uso del maggior gettito

Bruxelles, prima ancora di ricevere la missiva da Roma in serata, ha messo le mani avanti: "Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri" con la clausola di salvaguardia per l'energia e le spese per la difesa che l'Italia deve ancora ufficializzare se utilizzerà interamente. Venerdì il varo del Documento di finanza pubblica
Per salvare la manovra Meloni chiede a von der Leyen doppia flessibilità: sulla spesa gonfiata dall’inflazione e sull’uso del maggior gettito
Icona dei commenti Commenti

L’inflazione mette sotto pressione i conti pubblici italiani e complica la manovra pre elettorale del governo Meloni su due fronti. Da un lato fa aumentare la spesa dello Stato, dall’altro – allo stesso tempo – fa crescere anche il gettito fiscale, ma senza che si possa utilizzare quello aggiuntivo per “attenuare l’impatto sulle famiglie e sulle imprese“. Per questo la presidente del Consiglio, nella lettera inviata come annunciato mercoledì a Ursula von der Leyen, chiede che la Commissione consideri l’inflazione ben superiore alle previsioni come un “relevant factor”, un fattore rilevante, quando dovrà valutare se l’Italia ha rispettato la regola sulla crescita della spesa netta che è al centro del nuovo patto di Stabilità approvato nel 2024. E consenta in aggiunta maggiore libertà nell’utilizzo delle maggiori entrate generate dalla stessa inflazione. Bruxelles, prima ancora di ricevere la lettera da Roma (arrivata in serata), ha però messo subito le mani avanti: “Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri” con la clausola di salvaguardia per l’energia e le spese per la difesa che l’Italia deve ancora ufficializzare se utilizzerà interamente.

Nel Patto il tetto alla spesa è fissato in termini nominali, cioè in euro correnti, inflazione compresa. Se i prezzi aumentano più di quanto previsto quando è stato costruito il piano di bilancio, alcune spese pubbliche crescono automaticamente. L’esempio citato da Meloni è quello delle pensioni, rivalutate in base all’andamento dei prezzi. Ma lo stesso meccanismo può interessare altre voci di bilancio legate all’inflazione. Per il governo, quindi, non è corretto considerare alla stessa maniera un aumento della spesa deciso discrezionalmente e uno provocato da un’inflazione più alta del previsto. La dimensione del problema, scrive Meloni, è rilevante. In Italia la spesa direttamente interessata da un’inflazione superiore alle previsioni utilizzate per costruire il piano di bilancio equivale al 20,4% del Pil. Un’ulteriore quota di spesa pari al 12% del Pil sarà interessata dall’aumento dell’inflazione nel 2027.

Non solo. La stessa inflazione che fa salire alcune uscite fa aumentare anche le entrate, soprattutto quelle legate ai consumi: con prezzi più alti, a parità di acquisti, lo Stato incassa più Iva e altre imposte indirette. Questo maggior gettito secondo il governo dovrebbe poter essere utilizzato almeno in parte per attenuare temporaneamente il caro energia a causa del quale “il reddito disponibile reale delle famiglie sta subendo un duro colpo”. Ma qui entrano in gioco le regole europee sulla spesa. Le maggiori entrate prodotto dall’inflazione non può essere semplicemente considerato denaro a disposizione: se viene utilizzato per finanziare misure fiscali compensative, queste vengono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Per questo la premier chiede alla Commissione di trovare un modo per consentire almeno in parte questo utilizzo.

Le due questioni sono collegate. Sul primo fronte Meloni – che precisa di essere consapevole degli impegni assunti dall’Italia con la procedura per disavanzo eccessivo e della necessità di rispettare il percorso correttivo della spesa netta – chiede di tenere conto dell’inflazione nel giudicare il rispetto della traiettoria di spesa: in sostanza, di non trattare come una scelta discrezionale del governo l’aumento delle uscite provocato dai prezzi più alti del previsto. Sul secondo chiede invece maggiore flessibilità nell’utilizzo del maggior gettito fiscale generato dalla stessa inflazione.

Il tema è cruciale in vista della manovra stato al centro di un vertice di due ore a Palazzo Chigi, durante il quale è stato fatto anche il punto sul Documento programmatico di finanza pubblica – la cornice della legge di Bilancio – atteso in cdm venerdì.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione