Bollette, lo sconto di Eni è ingannevole: “L’Antitrust sospenda la campagna”
L’Antitrust deve avviare un procedimento istruttorio contro la nuova promozione di Eni Plenitude e valutare la sospensione provvisoria della campagna pubblicitaria verificando la correttezza di come sono stati comunicati lo sconto del 30% per due anni e la possibilità di risparmiare fino a 200 euro sulle bollette di luce e gas. A richiederlo all’Antitrust e all’Arera (l’autorità dell’Energia) è l’associazione Consumerismo che, per prima, ha parlato di una possibile operazione commerciale ingannevole da parte del colosso controllato dallo Stato contestando i termini dell’offerta “Fixa Time 24 Smart” lanciata il 29 settembre.
Ripartiamo da capo. La scorsa settimana, sulla scia della guerra a colpi di marketing tra le società energetiche, Eni – dopo il prezzo calmierato sui carburanti – ha rilanciato con lo sconto del 30% sulle bollette, annunciano una nuova offerta che avrebbe raddoppiato la percentuale abbuonata ai clienti. Una promozione commerciale che si è trasformata in “una notizia” senza fornire le esatte indicazioni sulle tariffe applicate prima dell’avvio dell’offerta e quelle effettivamente entrate in vigore sulle quali è stato, invece, calcolato il nuovo sconto. “Parliamo di un’incidenza media sulla spesa annua ante imposte – sottolinea il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – che non è il 30%, ma il 17% per la luce e il 18% per il gas. In pratica, in linea con il 15% di sconto offerto con la precedente promozione.
Eni ha infatti lanciato “Fixa Time 24 Smart”, disponibile dal primo al 24 ottobre, con uno sconto del 30% sui corrispettivi di luce e gas rispetto alla principale offerta a prezzo fisso della stessa società “Fixa Tine 24” e con il prezzo della materia prima bloccato per due anni. Tanto che, secondo Eni, per una famiglia con i consumi utilizzati come riferimento dalla società il vantaggio vale circa 100 euro all’anno sull’elettricità e altrettanti sul gas, per un risparmio complessivo di circa 200 euro per chi sottoscrive entrambe le forniture. Ed è proprio questa comunicazione che viene ora contestata da Consumerismo, secondo cui il consumatore non è stato messo nelle condizioni di comprendere chiaramente su cosa è stato applicato il 30% di sconto, visto che quando Eni aveva presentato l’iniziativa ha spiegato chiaramente che la percentuale sarebbe stato calcolata rispetto alla propria principale offerta a prezzo fisso. E il colosso energetico aveva anche precisato le ipotesi utilizzate per stimare il risparmio: per l’elettricità un’abitazione di residenza con potenza impegnata di 3 kW e consumi di 2.000 kWh l’anno; per il gas un cliente tipo con un consumo di 600 Smc annui.
“Ma la promozione non equivale a una riduzione del 30% dell’intera bolletta”, denuncia Gabriele nell’esposto all’Antitrust. Quello che è aumentato dal primo ottobre, rispetto al 30 settembre quando era in vigore la precedente offerta, è infatti il corrispettivo della luce e del gas su cui Eni ha applicato lo sconto del 30%: per “Fixa Time 24 Smart” è rispettivamente pari a 20,79 centesimi per kWh dai 17,16 validi lo scorso mese, e 87 centesimi al metro cubo di gas dai precedenti 72. Applicando lo sconto del 30% i corrispettivi sono scesi a 14,55 centesimi per la luce e 60,9 centesimi per il gas. In pratica, dall’ultimo giorno in vigore dell’offerta vecchia fino al primo giorno in vigore della “Fixa Time 24 Smart”, questi corrispettivi sono aumentati proprio del 15% vanificando di fatto il raddoppio dello sconto. È una precisazione importante, sottolinea Consumersmo, “perché la percentuale pubblicizzata non può essere applicata semplicemente all’importo complessivo che una famiglia trova in bolletta”. La quota fissa di commercializzazione e vendita, pari a 144 euro all’anno per ciascuna fornitura, resta fuori dal perimetro del 30%. Restano inoltre, secondo la struttura contrattuale, le componenti relative all’uso della rete, gli oneri generali di sistema, il dispacciamento elettrico, le imposte e gli altri eventuali corrispettivi.
Poca chiarezza anche su un ulteriore sconto del 5% che abbassa ulteriormente il corrispettivo di luce e gas: solo se, infatti, si attiva la domiciliazione bancaria, il prezzo esposto è pari al listino ridotto del 35% (13,51 centesimi kWh e 56,55 centesimi Smc). Invece il messaggio lanciato da Eni sul “maxi sconto del 30” può essere potenzialmente recepito dal consumatore medio come un taglio del 30% del costo della fornitura o della bolletta. “Senza contestare la libertà di Eni Plenitude di determinare prezzi, margini e struttura dell’offerta – conclude il presidente di Consumerismo Gabriele – si chiede di considerare che una percentuale di sconto non omogenea rispetto al prezzo effettivamente pagabile altera il confronto con le offerte concorrenti, incluso quello effettuabile tramite il Portale Offerte, e può spostare la domanda sulla base di un indicatore non comparabile. Il tema è la comparabilità della percentuale comunicata, della base di riferimento e del prezzo effettivamente pagabile”.
In attesa che l’Antitrust intervenga, Eni Plenitude nelle ultime ore sembra aver già cambiato il tiro modificando proprio i dettagli dell’offerta sul suo sito: ha aggiunto la parola “corrispettivi” al 30% di sconto.