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Un caso “Pelicot” in Gran Bretagna, 60enne britannico confessa di aver drogato, stuprato e fatto violentare la moglie da altri uomini

L’uomo, circa 60 anni, ha riconosciuto tutte le accuse a suo carico. Altri 12 uomini - trai 28 e i 74 anni - sono imputati per presunti abusi sulla stessa donna e si dichiarano non colpevoli. Un tredicesimo invece ha confessato
Un caso “Pelicot” in Gran Bretagna, 60enne britannico confessa di aver drogato, stuprato e fatto violentare la moglie da altri uomini
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Per oltre vent’anni avrebbe drogato, violentato e fatto abusare sessualmente la moglie, anche condividendo immagini e video intimi della donna senza il suo consenso. Un uomo di circa 60 anni, residente nella zona di Stockport, nella Greater Manchester (Gran Bretagna), ha ammesso complessivamente 60 reati nel processo in corso alla Manchester Minshull Street Crown Court. Gli abusi attribuiti al marito sarebbero iniziati nel 2004 e sarebbero proseguiti fino al suo arresto, nell’ottobre dello scorso anno.

L’uomo, la cui identità non può essere resa pubblica per tutelare l’anonimato della vittima, si era già dichiarato colpevole di una parte delle accuse. A giugno aveva ammesso 15 capi d’imputazione, compreso quello di stupro. Nel corso dell’udienza odierna ha riconosciuto i restanti 45, portando a 60 il numero complessivo dei reati per i quali si è dichiarato colpevole. Una vicenda che è quasi sovrapponibile al caso di Gisele Pelicot, il cui marito e altri uomini sono stati condannati per gli abusi sessuali inflitti alla donna. Che ha chiesto che il processo fosse pubblico rovesciando sugli abusatori i sentimenti di vergogna e sopraffazione che aggrediscono le vittime di violenza sessuale.

La confessione e gli altri imputati

La moglie, dalla quale l’uomo era separato, era presente in aula, seduta in prima fila insieme ai familiari. Secondo quanto riferito dai media britannici, l’aula era gremita e l’imputato ha avuto momenti di pianto mentre pronunciava le proprie ammissioni. La condanna per i reati riconosciuti arriverà al termine del processo. Il procedimento riguarda però un quadro più ampio. Altri dodici uomini, di età compresa tra 28 e 74 anni, sono accusati di molteplici reati sessuali ai danni della stessa donna. Per queste accuse si sono dichiarati non colpevoli. Un tredicesimo uomo aveva invece già ammesso di avere commesso reati sessuali contro la vittima. Le contestazioni nei confronti degli altri imputati riguardano fatti che, secondo l’accusa, si sarebbero verificati tra settembre 2018 e novembre 2025. Il processo è destinato a durare fino a 15 settimane.

Tra le accuse già riconosciute dal marito c’è anche la diffusione, senza il consenso della donna e per propria gratificazione sessuale, di fotografie e video intimi che la ritraevano. Il punto centrale dell’inchiesta resta tuttavia l’ipotesi di violenze sessuali facilitate dalla somministrazione di droghe, protrattesi per anni all’interno della relazione coniugale.

La vicenda ha riportato nel dibattito pubblico britannico il caso di Gisèle Pelicot, la donna francese che per anni fu drogata dal marito Dominique Pelicot, il quale permetteva ad altri uomini di abusare di lei. La vicenda francese si concluse nel dicembre 2024 con la condanna di Pelicot e degli altri imputati. A sottolineare la complessità dell’indagine britannica è stato Rick Jackson, vice capo della polizia della Greater Manchester. “Il nostro obiettivo principale rimane quello di supportare la vittima di questa orribile campagna di abusi”, ha dichiarato, invitando chiunque tema di essere stato vittima di violenze sessuali favorite dall’uso di droghe a rivolgersi alla polizia o a chiedere aiuto anche in assenza di prove certe o di un ricordo completo degli episodi. Il processo dovrà ora stabilire le responsabilità degli altri imputati. Per il marito, invece, le 60 ammissioni di colpevolezza hanno già definito il quadro dei reati riconosciuti, sui quali i giudici dovranno pronunciarsi con la sentenza.

Il caso austriaco

Un procedimento distinto, emerso nei giorni scorsi in Austria e relativo a fatti avvenuti il 26 giugno, presenta alcuni elementi che hanno portato i media locali a evocare nuovamente la vicenda Pelicot. Una donna è stata trovata gravemente ferita e sanguinante nella sua abitazione di Marchtrenk, vicino a Wels, nell’Alta Austria. I soccorritori ne hanno constatato la morte sul posto.

Secondo la procura di Wels, la donna si trovava in uno stato di grave intossicazione ed era quindi “indifesa”. Il marito, 51 anni, avrebbe inizialmente sostenuto che la morte fosse stata provocata da un incidente avvenuto durante un rapporto sessuale. Gli accertamenti, però, hanno evidenziato lesioni che, secondo i pubblici ministeri, “indicano violenza”. Un secondo uomo, anch’egli di 51 anni, ha confessato di avere abusato sessualmente della donna, anche nella notte in cui è morta. È stato arrestato il mese scorso e si trova in custodia insieme al marito. Gli investigatori stanno inoltre verificando se altre persone possano avere abusato della vittima e se vi sia stata una rete organizzata nella quale gli abusi sarebbero avvenuti anche in cambio di denaro.

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