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Drogata dal marito, muore una 39enne austriaca per gli abusi sessuali: indagini in corso

L'autopsia ha confermato la violenza come motivo del decesso; intanto la Procura di Wels cerca nelle chat del marito per un'ipotetica "rete di stupri" attraverso cui vendeva il corpo della moglie. I media: "Pelicot 2.0"
Drogata dal marito, muore una 39enne austriaca per gli abusi sessuali: indagini in corso
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Drogata dal marito e indifesa, una donna di 39 anni è morta proprio durante uno degli abusi perpetrati dal coniuge. Anche un altro uomo, coetaneo del marito 51enne, ha abusato di lei la notte in cui è morta. “Un incidente durante un rapporto sessuale troppo violento”, aveva dichiarato l’uomo ai paramedici giunti sul posto. Ma le indagini hanno portato a galla una verità più agghiacciante, tanto che i media hanno definito il caso della donna austriaca, di cui non è stata resa nota l’identità, una “Gisèle Pelicot 2.0”. Le indagini sul telefono del marito hanno rivelato che l’uomo aveva cercato online informazioni su come drogare qualcuno. L’autopsia ha evidenziato la presenza di lesioni nella regione genitale e addominale della donna, che indicano l’uso di violenza.

La Kronen Zeitung, quotidiano di Vienna, riferisce di nuovi sviluppi investigativi sul caso. Le chat trovate sul cellulare del marito indicano che l’uomo avrebbe stordito la moglie più volte. A quanto risulta, si sarebbe scambiato messaggi su questo e su altri atti di abuso sessuale commessi dal 51enne della zona. Le indagini della Procura sono ancora in corso, ma è emersa l’ipotesi che il principale sospettato possa aver offerto la moglie ad altri uomini dietro pagamento, creando una vera e propria “rete di stupri”. Fanpage ha riportato alcuni dei messaggi compromettenti: “Se avessi droghe per lo stupro, la renderei regolarmente disponibile per essere stuprata” e ancora “L’altra volta ha quasi urlato. Coprile di nuovo la bocca.” Il marito, che si è rifiutato di commentare le accuse, si trova ora in custodia cautelare così come l’altro molestatore, che avrebbe invece confessato lo stupro.

La vittima è stata trovata gravemente ferita e sanguinante nella sua abitazione a Marchtrenk, nell’Alta Austria, il 26 giugno. La Procura di Wels ha avviato a inizio luglio un’indagine nei confronti dell’uomo — fino ad allora incensurato — per abuso sessuale su persona incapace di difendersi con conseguenza di morte. Questa seconda accusa, secondo quanto affermato dai pubblici ministeri, sarebbe riconducibile solo al marito, la cui violenza è stata fatale per la donna inerme.

Il caso della donna austriaca e quello di Gisèle Pelicot, che ha avuto eco internazionale, hanno diverse cose in comune: la violenza da parte del marito, la violenza da parte di altri uomini, la droga, per essere docile e per non ricordare. La differenza sta però nell’epilogo, perché Pelicot ha trovato il coraggio per denunciare e mandare in carcere gli stupratori che hanno approfittato di lei, alla donna austriaca, invece, è stata tolta per sempre la voce.

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