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Ultimo aggiornamento: 17:59

De Luca e il ‘metodo Singapore’ contro gli incivili: “Venti frustate tra capo e collo col nerbo di bue”. L’ironia del sindaco

Prima il frigorifero, poi l’asse da stiro. Il sindaco di Salerno mette nuovamente alla berlina l’uomo “dal costume hawaiano”
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Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca parte dalle immagini delle telecamere di sorveglianza che a fine agosto hanno immortalato un uomo in “costume hawaiano” mentre abbandonava un frigorifero in un vicolo del centro storico. Ma la storia non finisce lì, perché lo stesso uomo torna sul posto dieci giorni dopo e questa volta lascia un asse da stiro.
“È incredibile. Appena beccato con il frigorifero, torna pure sul luogo del delitto – commenta De Luca durante la sua consueta diretta Facebook – Questo imbecille, ovviamente, sarà multato con 500 euro. Per quanto riguarda il frigorifero, è già scattata la denuncia penale”.

Fin qui la cronaca. Poi De Luca passa alla pedagogia, naturalmente a modo suo, e rispolvera il celebre “metodo Singapore”, già invocato esattamente sette anni fa quando fu danneggiata la statua in bronzo di Pinocchio nel parco salernitano dedicato al personaggio di Carlo Collodi.
L’ex presidente della Regione Campania rammenta: “A Singapore per infrazioni come questa, per reati ambientali e rifiuti, ma anche nelle scuole, la polizia non è dotata di manganelli, ma di un nerbo di bue, oggi di un frustino di rattan. Quando c’è gente che si comporta così, non fanno il verbale o la sanzione, ma ti danno una ventina di frustate sul groppone“.

Poi ne celebra sarcasticamente le virtù educative: “Mi dicono che alcune decine di frustate abbiano un effetto pedagogico davvero straordinario, altro che la Montessori. Una ventina di frustate tra capo e collo e la gente rinasce: riscopre la buona educazione, il garbo e perfino il rispetto per l’ambiente e i beni pubblici”.
Dopo l’entusiastica esposizione del metodo, il primo cittadino salernitano torna alla realtà: “Ma noi siamo l’Occidente, per l’amor di Dio. Era anche questa una suggestione che mi veniva da lontano, da letture antiche, diciamo.”

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