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Extraprofitti, bocciato emendamento M5s al Parlamento Ue per tassare i colossi dell’energia: la destra italiana vota contro

Il testo chiedeva di utilizzare le entrate per dare sostegno mirato a famiglie e piccole imprese. Tridico: "Graziate ancora una volta le compagnie petrolifere"
Extraprofitti, bocciato emendamento M5s al Parlamento Ue per tassare i colossi dell’energia: la destra italiana vota contro
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La proposta di una tassa europea sugli extraprofitti energetici continua a non decollare. Oggi al Parlamento europeo è stato bocciato un emendamento al rapporto Kollar (la Relazione sull’approccio dell’Ue alla politica in materia di imposte societarie), proposto dal Movimento 5 Stelle e cofirmato da molti europarlamentari di S&D, Verdi e The Left, in cui veniva chiesto alla Commissione europea di presentare una proposta per tassare gli extraprofitti consolidati delle grandi società petrolifere e gas.

Il testo chiedeva di utilizzare le entrate per dare sostegno mirato alle famiglie e alle piccole e medie imprese, ridurre la dipendenza dell’Ue dai combustibili fossili e accelerare la transizione energetica sostenibile. La proposta, tuttavia, è stata respinta con i voti contrari dei gruppi di cui fanno parte Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre gli eletti della Lega si sono astenuti. Qualche settimana fa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Lega), in occasione di un confronto informale con gli omologhi Ue, aveva auspicato un “allargamento del consenso” sull’argomento, ma la Commissione aveva frenato sostenendo che gli Stati avrebbero potuto agire autonomanente.

“Fratelli d’Italia, Forza Italia e Vannacci graziano ancora una volta le compagnie petrolifere che stanno accumulando profitti scandalosi dai rincari della benzina e del diesel. La Lega si è invece pilatescamente astenuta”, attacca Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 stelle. “Anziché nascondersi dietro un imbarazzato silenzio, gli europarlamentari di Fratelli d’Italia e Forza Italia spieghino ai cittadini cosa stanno facendo per contenere i costi dell’energia dopo l’ennesimo aumento alla pompa di oggi che ha vanificato del tutto il famigerato ‘tetto’ deciso da alcune compagnie petrolifere”, accusano.

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