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L’Italia chiede la revoca delle sanzioni Ue contro l’oligarca russo amico di Putin Alisher Usmanov

Il nostro Paese chiede di cancellare il miliardario vicino al Cremlino dalla lista nera, unendosi così a Slovacchia, Francia e Croazia
L’Italia chiede la revoca delle sanzioni Ue contro l’oligarca russo amico di Putin Alisher Usmanov
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L’Italia si unisce a Francia, Croazia e Slovacchia per chiedere la revoca delle sanzioni europee contro il tycoon russo di origini uzbeke Alisher Usmanov. Lo scrive il Moscow Times, citando il Financial Times, proprio nelle ore in cui a Bruxelles si discute a livello di ambasciatori, in vista della scadenza della mezzanotte di domani, dell’estensione delle sanzioni di un anno, non più di sei mesi come accaduto fino a ora. Italia e Croazia hanno aderito alla posizione avanzata da Francia e Slovacchia e contro cui sabato si è espresso Volodymir Zelensky.

“Ci aspetta uno scontro decisivo oggi”, ha dichiarato un diplomatico dell’UE al Financial Times. Usmanov, che ha costruito il suo patrimonio nei settori della metallurgia, delle telecomunicazioni e della tecnologia, è stato inserito nell’elenco delle persone colpite da sanzioni Ue nel febbraio del 2022 per i suoi stretti legami con Vladimir Putin, del cui cerchio ristretto fa parte, e per il suo sostegno a personalità coinvolte nella violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Il miliardario ha impugnato le misure contro di lui. Nel marzo dello scorso anno, l’Ue aveva revocato le sanzioni contro la sorella, Gulbahor Ismailova.

Il patrimonio di Usmanov è stato stimato da Forbes in 14 miliardi di dollari (è nel gruppo dei dieci russi più facoltosi). Dal 2014 alla fine del 2021 Usmanov aveva acquisito una quota di controllo di VKontakte, la piattaforma social russofona dopo che era stata ‘sequestratà al suo fondatore Pavel Durov. In vista delle elezioni del 2018, VKontakte aveva promosso la ‘quadra Putin, personalità pubbliche che promuovevano la rielezione del Presidente. A coordinare lo sforzo pro Cremlino, era stato nominato come vice presidente Aleksandr Kabakov che veniva bollato dai dipendenti del gruppo come ‘dipartimento dell’amministrazione presidenzialè dal momento che dal suo ufficio passavano tutte le citazioni di Putin sulla piattaforma. Nel 2021 Usmanov aveva ceduto la sua quota al gruppo di Yuri Kovalchuk, il tycoon vicinissimo al Presidente e quindi affidata alla direzione del ‘rampollo Vladimir Kiriyenko, figlio del potente vica capo di gabinetto del Cremlino.

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