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“Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai con tutti i passeggeri a bordo. La decisione spettava a Netanyahu”

Fonti di Tel Aviv a Cbs News: il protocollo di sicurezza prevedeva che, se ci fosse stato il rischio di un nuovo 11 settembre, con un possibile schianto contro l’aeroporto Ben Gurion, il primo ministro israeliano avrebbe ordinato l'attacco
“Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai con tutti i passeggeri a bordo. La decisione spettava a Netanyahu”
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“Israele era pronto ad abbattere il volo Flydubai con tutti i passeggeri a bordo”. Sono state alcune fonti di Tel Aviv a riferire al canale statunitense Cbs News che, riguardo al tentato dirottamento del volo Fz1073, il “piano B” era già stato deciso: se ci fosse stato il rischio di un nuovo 11 settembre, con un possibile schianto contro l’aeroporto Ben Gurion, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe ordinato di colpire il velivolo.

Con il passare dei giorni emergono nuovi dettagli sul tentato dirottamento del volo Dubai-Tel Aviv,quando il copilota omanita Hamam al-Hammami, ha accoltellato il collega, con l’obiettivo, secondo quanto riportato, di far schiantare l’aereo. Le fonti di Tel Aviv hanno ricostruito quanto successo in quei minuti. Dopo l’aggressione e la brusca discesa in picchiata del volo, l’aeronautica israeliana, seguendo un protocollo militare di sicurezza, ha cercato di contattare la cabina di pilotaggio, ma non ha ricevuto risposta. A quel punto sono stati fatti decollare i caccia e lo spazio aereo di Israele è stato chiuso. Gli aerei da guerra sono stati però richiamati non appena Israele si è reso conto che il volo di Flydubai aveva cambiato rotta e si stava dirigendo verso l’Arabia Saudita, per un atterraggio di emergenza.

Le fonti aggiungono che, se il volo si fosse avvicinato ulteriormente, Israele avrebbe inviato aerei nello spazio aereo giordano. I piloti dell’aeronautica israeliana avrebbero quindi cercato di avvicinarsi il più possibile alla cabina di pilotaggio nel tentativo di stabilire un contatto visivo e valutare la situazione, prima di controllare anche la cabina passeggeri per accertarsi che non vi fossero segnali di panico. Dopo aver effettuato il controllo, l’aeronautica israeliana avrebbe aggiornato l’unità di controllo, la quale, secondo le fonti, avrebbe a sua volta contattato il ministro della Difesa e il primo ministro nel caso in cui l’aereo fosse stato dirottato e i terroristi non avessero risposto. In definitiva, la decisione di abbattere l’aereo sarebbe spettata al primo ministro, un esito che, secondo le fonti citate da Cbs News, sarebbe stato preferibile rispetto allo schianto contro l’aeroporto Ben Gurion, il Centro Azrieli di Tel Aviv o un altro “obiettivo di alto valore”.

Intanto in Israele si sta cercando di capire se il copilota si sia mosso da solo o se dietro il tentativo di dirottamento ci sia qualcun altro. La censura militare ha autorizzato la pubblicazione, questa sera, della notizia che lo Shin Bet stesso sta partecipando alle indagini sull’omanita che nelle scorse ore, riporta l’emittente israeliana Channel 12, ha spiegato di aver agito per “morire da martire” e di “voler vendicare Gaza”.

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