L'isolamento e il supporto della famiglia - 2/4
La testimonianza delinea uno scenario di profondo isolamento e blocco psicologico affrontato tra le mura domestiche, al riparo dallo sguardo dei follower. La strategia familiare non si basava necessariamente sul dialogo, ma su una presenza costante e vigile. “Cercavamo non per forza di parlare sempre, ma di supportarla con la presenza”, ha precisato Valentina, raccontando i dettagli della quotidianità di quei mesi. “Delle volte mi ricordo, magari io mangiavo a casa prima, poi andavo da lei e lei magari, non so, mi diceva: ‘Vale, io è da ieri che non mangio, ti va se mangiamo qualcosa?’. E io dicevo di sì e quindi rimangiavo pur di mangiare con lei. E mia mamma uguale: si fermava a dormire, stavamo assieme, cercavamo di stare con i suoi figli per farla uscire di casa e proprio ci siamo uniti per una cosa che comunque faceva stare male lei, ma anche ovviamente noi”.
La vicenda penale si è poi chiusa il 14 gennaio 2026. La terza sezione penale di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni per improcedibilità: il reato inizialmente contestato dai pm è stato derubricato da truffa aggravata a truffa semplice, diventando procedibile solo dietro querela di parte. A seguito del risarcimento versato dall’influencer, il Codacons ha ritirato la querela, estinguendo di fatto il procedimento giudiziario che coinvolgeva anche l’ex collaboratore Fabio Maria Damato e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.