Caccia, la maggioranza accelera per approvare la riforma spara-tutto: a novembre l’esame in Aula. Pd, M5s e Avs: “Mossa vigliacca”
È all’esame della commissione Agricoltura di Montecitorio, ma ora la maggioranza imprime l’accelerata: la riforma della caccia (n. 2984), approvata in Senato lo scorso giugno tra grandi polemiche, verrà portata alla Camera a novembre. Con uno spettro: la cosiddetta tagliola, che la destra vorrebbe per far cadere con un colpo di mano – e senza entrare nel merito – il milione di emendamenti depositato dal Movimento 5 stelle, a cui si aggiungono quelli di Avs e del Pd.
Del resto la legislatura volge al termine, e nonostante la destra abbia già modificato più di 20 volte, nel giro di quattro anni, la 157/92 attraverso soprattutto escamotage alla legge di Bilancio ed emendamenti ad altre leggi che nulla hanno a che vedere col prelievo venatorio, portare a casa la riforma, prima o durante la campagna elettorale, costituirebbe un bel vantaggio per continuare a garantirsi i voti dei cacciatori. Il cui numero reale è stato svelato pochi giorni fa, in esclusiva, da ilFattoQuotidiano.it, grazie al lavoro della Lac. Con la sottolineatura, necessaria, che benché il dato sia in calo rispetto alla propaganda delle associazioni venatorie e dei partiti di destra, le doppiette sono in grado di spostare consistenti pacchetti di voti per questo o quel partito (e, a livello locale, per questo o quel candidato).
Eleonora Evi, deputata del Pd da sempre attenta alla tutela degli animali, fa espressamente riferimento alla tagliola: “Usarla per liberarsi degli emendamenti al ddl caccia è solo l’ultima di una serie di mosse vigliacche e vergognose da parte della maggioranza, che, lo ricordo, tra sedute notturne, audizioni lampo e altri escamotage, continua a calpestare, su questo provvedimento come su molti altri, le procedure democratiche del nostro Parlamento. Tutto questo risponde alla volontà di accelerare l’approvazione di questa orribile riforma per chiuderla entro la legislatura, senza un vero trasparente e aperto confronto, mettendo il bavaglio ai ricercatori e all’autonomia della scienza e senza la relazione sull’attuazione dell’attuale legge 157, come sarebbe invece obbligatorio fare per capire cosa e come modificarla e come noi del Pd continuiamo a denunciare”.
“La destra ha imposto nel calendario dei lavori dell’Aula la legge spara-tutto” hanno dichiarato la capogruppo di Avs, Luana Zanella, e il vicepresidente della Camera, Sergio Costa, del M5s. “Sono completamente sordi alle proteste della società civile, alle richieste delle associazioni di tutela della fauna selvatica, ai pesantissimi rilievi scientifici che mettono in guardia contro ogni ipotesi di distruggere le tutele del sistema faunistico fin qui garantite dalla legge 157 nel 1992, fino ai seri rilievi della Commissione europea. Ovviamente tutta questa fretta ha un sapore elettoralistico e non ha nulla a che vedere con l’ambiente e i beni comuni”. Il riferimento “ai rilievi scientifici” va all’audizione di questa estate dell’Ispra, che in commissione ha fatto a pezzi, con la forza delle argomentazioni scientifiche, la riforma voluta da FdI, Lega e Forza Italia.
“È una forzatura gravissima, ciò significa che si bypasserà tutta la discussione in commissione, che è prevista dai regolamenti e che serve per valutare il testo ed eventualmente modificarlo”, attacca Domenico Aiello, avvocato e responsabile tutela giuridica della natura per il Wwf, che ricorda pure che gli emendamenti sono stati depositati anche da Forza Italia. “La riforma sulla caccia è una promessa elettorale e la campagna per le elezioni politiche si avvicina. La decisione che hanno preso è chiaramente un limite al dibattito democratico“. Per la dem Evi, la maggioranza vuole “nascondere le profonde divisioni emerse all’interno della maggioranza di destra-centro, dove l’area ‘liberale animalista’ non riesce in alcun modo ad incidere quando si arriva nel concreto della tutela della biodiversità e del benessere animale. E a prevalere è la
strumentalizzazione elettorale e il compiacimento di portatori di interesse armiero-venatori”.
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