Attentato a Ranucci, Lavitola al Riesame: “A Gomes Tavares un mandato in bianco, mi assumo la responsabilità”
Valter Lavitola si assume la responsabilità per l’incarico affidato a Gomes Tavares, ma prende le distanze dalla decisione di utilizzare una bomba nell’attentato contro Sigfrido Ranucci. È quanto hanno riferito i suoi avvocati, Sergio e Arturo Cola, al termine dell’udienza davanti al Tribunale del Riesame, alla quale l’ex faccendiere ha partecipato rendendo dichiarazioni spontanee. “Ha parlato di un riscatto sociale di cui sentiva il bisogno dopo le note vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto”, hanno spiegato i difensori parlando del rapporto di amicizia con l’ormai ex conduttore di Report, rimosso dalla Rai nei giorni scorsi. Lavitola, secondo quanto riferito dai legali, avrebbe ammesso di avere tratto un vantaggio personale da quella relazione: “Con Ranucci c’era un grande rapporto di amicizia e speravo che questo rapporto potesse riabilitare anche la mia figura con un riscatto sociale per me”. Per i difensori si sarebbe trattato di un beneficio personale, ma diverso dal movente contestato dall’accusa.
“Mi assumo la responsabilità”
Il passaggio più delicato delle dichiarazioni riguarda però le modalità dell’attentato. Secondo gli avvocati, Lavitola “si è assunto ogni responsabilità sulle modalità esecutive del delitto”, chiarendo però che “l’idea della bomba apparteneva a Gomes”, tuttora in Africa e su cui pende un ordine di arresto. Lavitola avrebbe spiegato di avergli affidato un incarico senza indicargli modalità operative precise. “Gli aveva detto che avrebbe fatto a modo suo, forte della propria esperienza nel settore della sicurezza internazionale e militare“, ha riferito l’avvocato Sergio Cola.
L’ex editore e imprenditore, secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, non avrebbe quindi parlato all’intermediario di un ordigno. Avrebbe tuttavia deciso di assumersi la responsabilità delle conseguenze del mandato che gli aveva affidato. La versione fornita da Lavitola – per cui il gip aveva respinto gli arresti domiciliari considerando le sue dichiarazioni prive di riscontri – si inserisce in un quadro investigativo nel quale è già emersa una diversa ricostruzione da parte degli appartenenti al gruppo che avrebbe materialmente piazzato l’ordigno. Secondo quanto riferito nei giorni precedenti, gli uomini avrebbero sostenuto davanti ai pm di non aver mai conosciuto direttamente Lavitola e di aver ricevuto da Tavares l’indicazione di piazzare una bomba.
L’attentato all’allora conduttore di Report era avvenuto nell’ottobre 2025 nel comune di Pomezia. L’indagine della Procura di Roma ha individuato in Lavitola – che ha successivamente confessato – il mandante dell’azione. L’ex faccendiere, in carcere dal 10 agosto, aveva già ammesso il proprio ruolo nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ma aveva sostenuto che l’intenzione fosse quella di realizzare un’azione dimostrativa e non di utilizzare un ordigno. “Chiesi di sparare contro la villetta, non di mettere la bomba” le dichiarazioni al giudice per le indagini preliminari, che sembrano differire da quelle fornite al collegio del Tribunale di Sorveglianza. Ora, davanti al Riesame, la sua versione appare modificata: l’incarico a Gomes ci sarebbe stato, ma la scelta della bomba sarebbe stata presa dall’intermediario.
La richiesta della difesa
La questione cautelare è stata al centro dell’udienza. I legali Sergio e Arturo Cola hanno chiesto che Lavitola venga posto agli arresti domiciliari, indicando come possibile abitazione una casa in Basilicata nella disponibilità dell’indagato. Anche perché l’ex compagna ha fatto sapere che nel caso gli fossero concessi non lo vorrebbe nella loro casa di Roma e che intende parlare con i pm. Prima dell’udienza, l’avvocato Sergio Cola aveva annunciato l’intenzione di sostenere davanti ai giudici che non sussistessero più le esigenze cautelari e che fossero scaduti i termini. La difesa ha inoltre contestato l’impianto dell’accusa della Procura di Roma e la competenza territoriale. Il Tribunale del Riesame si è riservato la decisione.