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“A 15 anni mi impiantarono un defibrillatore per un’anomalia cardiaca. Pensai che non avrei più potuto fare nulla, invece quell’esperienza mi ha dato determinazione”: il racconto di Gianluca Gazzoli

Il conduttore di “Passa dal BSMT” ripercorre gli anni difficili, il rapporto con la periferia e il ricordo della madre scomparsa nel 2025: “Partendo davvero da niente, è una soddisfazione enorme capire di rappresentare qualcosa per tante persone

di Redazione FqMagazine
“A 15 anni mi impiantarono un defibrillatore per un’anomalia cardiaca. Pensai che non avrei più potuto fare nulla, invece quell’esperienza mi ha dato determinazione”: il racconto di Gianluca Gazzoli

“La periferia è diventata una mia cifra: o ti inghiotte, o ti dà la spinta per arrivare dove vuoi”: così Gianluca Gazzoli racconta al Corriere della Sera il rapporto con le proprie radici e la scelta di vivere a Cernusco sul Naviglio, dove ha trovato “la quiete per crescere le mie bambine. E dico sempre che in fondo resto un ragazzo di Cologno”.

Oggi conduce il podcast di successo Passa dal BSMT e un programma su Radio Deejay, ma spiega che proprio la vita lontano dal centro di Milano lo aiuta a gestire meglio la popolarità: “Continuare a vivere a Cernusco, nella mia oasi tranquilla, mi fa tenere ancora i piedi per terra, a contatto con le mie radici. Per chi ha fatto tanta fatica per emergere come me, partendo davvero da niente, è una soddisfazione enorme capire di rappresentare qualcosa per tante persone. Piace a me, e rendeva orgogliosa mia mamma”.

Quanto a Milano e alla percezione di una città sempre più pericolosa, Gazzoli invita a distinguere tra realtà e racconto social: “I social esasperano la percezione. È un tipo di racconto che riguarda molte grandi città nel mondo. Spero si riesca a distinguere ciò che vediamo sul telefono dalla vita vera”.

Un passaggio particolarmente intimo riguarda proprio sua madre, scomparsa nel luglio 2025. Due mesi prima Gazzoli l’aveva intervistata in una puntata rimasta nel cuore di molti spettatori: “La soddisfazione più grande è arrivata il giorno dopo la pubblicazione del video: mi ha chiamato dicendomi che in tantissimi le avevano fatto i complimenti. Era un’emozione che volevo regalarle. Lei ha dato tutto a me e a Martina, mia sorella, che ora lavora con me”.

Nella lunga intervista il conduttore torna anche su una paura che ha segnato la sua adolescenza. A 15 anni, dopo che durante l’attività sportiva gli era stata diagnosticata un’anomalia cardiaca, gli venne impiantato un defibrillatore all’ospedale Niguarda: “Al tempo pensai che non avrei più potuto fare nulla. Invece poi ho fatto molto più di quanto avessi mai immaginato. Anziché abbattermi, quell’esperienza mi ha dato determinazione”.

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