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Fedorov, consulente del ministro Crosetto, fonda una società di tecnologie militari con il ceo di Palantir: “Cambierà il mondo”

L'ex ministro della Difesa ucraino e Alex Karp hanno annunciato la nascita della loro azienda. Il 28 agosto il ministro italiano - che ha guidato per anni la federazione delle imprese italiane del settore - lo ha nominato suo advisor
Fedorov, consulente del ministro Crosetto, fonda una società di tecnologie militari con il ceo di Palantir: “Cambierà il mondo”
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“Stiamo lavorando alla creazione della nostra azienda di tecnologie per la difesa. Il primo investitore chiave sarà Alex Karp, Ceo di Palantir“. L’annuncio di Mykhailo Fedorov è arrivato il 1° settembre, al termine di una trasferta negli Stati Uniti. Della nuova società – che secondo Karp “cambierà il mondo” – non sono ancora noti il nome, la struttura, la sede, altri eventuali fondatori, l’ammontare dei primi investimenti e l’eventuale settore di specializzazione. Il progetto, però, è ampio. Pochissime ore prima, a Washington, l’ex ministro della Difesa ucraino aveva presentato altri due piani distinti: un fondo di investimento dedicato alle tecnologie della difesa e un think tank.

“Non si tratta di un fondo di investimento classico”, ha spiegato Fedorov al Financial Times, ma sarà uno strumento in grado di creare nuove aziende e di investire in start-up ucraine già esistenti operando in tre settori prioritari: la robotica impiegata sul campo di battaglia, droni intercettori per contrastare quelli a reazione della Russia e missili a basso costo dotati di intelligenza artificiale. Nelle stesse ore Fedorov ha annunciato anche l’intenzione di creare un think tank. Tre progetti distinti, quindi – da una parte il capitale e le imprese, dall’altra l’elaborazione di idee e strategie -, dei quali non sono stati resi pubblici eventuali rapporti societari o finanziari tra loro.

L’obiettivo, invece, appare chiaro: trasformare le conoscenze maturate in quasi 5 anni di guerra in un prodotto da vendere su scala planetaria. “Il nostro team ha acquisito un’esperienza unica lavorando con le tecnologie di difesa in Ucraina e constatando in prima persona come la tecnologia stia trasformando la guerra moderna”, ha detto Fedorov al Washington Post. “Ora vogliamo utilizzare questa esperienza per sviluppare tecnologie che rafforzino l’Ucraina, aiutino i nostri alleati e, in definitiva, rendano il mondo più sicuro“.

La scelta di coinvolgere il capo di Palantir non nasce dal nulla. Nei sei mesi in cui ha guidato la Difesa Fedorov ha spinto verso l’evoluzione tecnologica e in uno dei primi passi ha coinvolto il colosso Usa, che già dal 2023 collaborava con il ministero della Trasformazione digitale che era stato guidato dallo stesso Fedorov fino pochi giorni prima. Il 21 gennaio 2026, appena una settimana dopo la sua nomina, il ministero della Difesa ucraino ha annunciato il lancio di Brave1 Dataroom, un ambiente sicuro per addestrare modelli di intelligenza artificiale per scopi militari. Al progetto partecipano il ministero della Trasformazione digitale, l’esercito, l’Istituto di ricerca dell’intelligence militare e, appunto, Palantir. Fedorov indicò personalmente la priorità del progetto: “La rilevazione e l’intercettazione autonoma delle minacce aeree.

La strada è tracciata. Dal 2024 il programma Brave1 ha assegnato più di 40 sovvenzioni a 100 aziende impegnate nella realizzazione di droni intercettori. Più di trenta società stavano inoltre utilizzando Brave1 Dataroom per testare, validare e addestrare oltre 50 modelli di AI per l’intercettazione di bersagli aerei. Il programma europeo EU4UA Defence Tech aveva nel frattempo sostenuto 12 tecnologie sviluppate da start up ucraine, candidate a ricevere fino a 150 mila euro per sviluppare sistemi tra i quali droni intercettori capaci di volare a oltre 450 chilometri orari. Ai produttori, Fedorov indicò due compiti precisi: costruire su scala industriale droni intercettori a propulsione jet in grado di distruggere quelli russi e sviluppare sistemi alternativi di guida terminale capaci di funzionare anche in condizioni meteo difficili.

La visita di Fedorov negli Stati Uniti ha avuto un obiettivo che va oltre la raccolta di fondi. Secondo il Financial Times, Fedorov punta a collegare più strettamente l’industria ucraina al mercato occidentale. Un obiettivo che va di pari passo con la proposta di mettere l’esperienza ucraina a disposizione degli Stati Uniti in cambio di ulteriori intercettori Patriot per la difesa aerea di Kiev.

In questo quadro può essere letta anche la visita di Fedorov in Italia. Il 28 agosto, pochi giorni prima degli annunci di Washington, Fedorov aveva fatto tappa a Roma e il ministro della Difesa Guido Crosetto lo aveva nominato Advisor per l’Innovazione della Difesa. “In questo ruolo aiuterò l’Italia a sviluppare le tecnologie della guerra moderna, a migliorare il settore della difesa e ad adattarsi alle nuove sfide di sicurezza a livello mondiale”, ha scritto Fedorov su Telegram.

Il comunicato del ministero indica i temi discussi durante l’incontro: “I droni, i sistemi unmanned (senza guida umana, ndr) e la difesa aerea”. “È essenziale la capacità di adeguare i processi organizzativi, trasformando rapidamente la sperimentazione in soluzioni operative utilizzabili su larga scala”, ha spiegato Crosetto. Che prima di fare il ministro ha guidato per anni l’AIAD, la Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, l’associazione di Confindustria che rappresenta una parte centrale dell’industria nazionale del settore.

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