Onu, il segretario Guterres apre l’Assemblea: “In Cisgiordania violenze e sfollamenti, emerge lo spettro della pulizia etnica”
La “violenza” dei coloni israeliani in Cisgiordania, gli “sfollamenti” e l’espansione degli insediamenti stanno “demolendo la strada della pace”, facendo “emergere lo spettro della pulizia etnica“. Nel suo discorso di apertura dell’81esima Assemblea delle Nazioni Unite a New York, il segretario generale Antonio Guterres ha affrontato anche la situazione dei territori occupati, che negli ultimi mesi hanno visto un aumento senza precedenti degli attacchi contro i palestinesi e continue incursioni militari israeliane.
Quello pronunciato al Palazzo di Vetro di New York è stato il suo ultimo intervento all’Assemblea Onu: il 31 dicembre di quest’anno il segretario chiuderà il suo mandato. Guterres ha invitato i leader a sfruttare gli incontri di alto livello questa settimana a New York per perseguire la de-escalation e il dialogo in Medio Oriente. “I conflitti si stanno moltiplicando a catena. Faccio appello ai leader presenti in quest’aula affinché sfruttino al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo. Lanciamo insieme un messaggio chiaro: i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale”. Con riferimento alla tregua in vigore a Gaza da poco meno di un anno, Guterres ha evidenziato che quello che viene chiamato cessate il fuoco non è altro che uno “scontro a fuoco”, seppur meno intenso. “Non possiamo – si è rivolto ai capi di stato e di governo- permettere che la soluzione dei due Stati svanisca sotto i nostri occhi. L’offensiva contro i palestinesi a Gaza – ha aggiunto – ha avuto una portata di morte e distruzione senza precedenti in tutti i miei anni da Segretario Generale. La Corte Internazionale di Giustizia ha emesso misure provvisorie giuridicamente vincolanti”, ha detto, citando la Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza. “Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale”.
Al centro del suo discorso anche il conflitto tra Russia e Ucraina, dove si sta verificando una “spirale di escalation allarmante e pericolosa” e dove sta crescendo il numero delle “vittime civili lontano dalle linee del fronte”. In Ucraina, “l’invasione su vasta scala da parte della Russia ha sottoposto un Paese sovrano a una guerra brutale, in palese violazione della Carta. I civili continuano a essere uccisi lontano dalle linee del fronte. Principalmente in Ucraina, ma anche più recentemente in alcune zone della Russia: case, sistemi idrici ed energetici e infrastrutture di trasporto sono stati ripetutamente attaccati, minacciando le catene di approvvigionamento alimentare ed energetico a livello globale”, ha sottolineato.
Davanti al moltiplicarsi dei fronti di guerra, il segretario ha utilizzato l’immagine di “fratture che si allargano” e di “crepe che si sono trasformate in canyon”. Le spaccature geopolitiche e le disuguaglianza “si sono intensificate”, ha aggiunto, sostenendo che ”le nostre istituzioni e i nostri sistemi di governo continuano a riflettere le dinamiche di potere e gli interessi di un’epoca ormai in gran parte tramontata”. Ed è “questa la sfida cruciale che ci troviamo ad affrontare, proprio nel momento in cui l’umanità si trova a fronteggiare una convergenza di minacce senza precedenti”.