“Lapo Elkann e Eduardo Teodorani cospiratori di Epstein, dovrebbero essere indagati e processati”: le parola alla Camera Usa di Thomas Massie
È un deputato repubblicano, entrato in forte collisione con Donald Trump per l’attacco in Iran e con le lobby filo-israeliane. Collabora strettamente col collega democratico Ro Khanna su battaglie legate alla trasparenza governativa e alla politica estera. In particolare, da mesi chiedono chiarezza alla Casa Bianca sugli Epstein Files. Ma questa volta Thomas Massie, intervenendo alla Camera, oltre a sollecitare di nuovo l’amministrazione, chiede che vengano indagati alcuni nomi di spicco. Dodici, per l’esattezza. Tra loro ci sono anche Lapo Elkann e Eduardo Teodorani, – figlio di Maria Sole Agnelli, cugino di secondo grado di John Elkann ed ex top manager di Exor, Fiat, New Holland e Cnh International -, che ha frequentato regolarmente il finanziere pedofilo fino alla morte. Massie non parla di accuse, né fa riferimento a fatti o episodi specifici.
“Signor Presidente – ha esordito -, è passato un anno da quando il Presidente ha firmato l’Epstein Files Transparency Act (documento che obbligava il Dipartimento di Giustizia, DOJ, a rendere pubblici i documenti riguardanti Epstein, ndr) eppure il governo continua a trattenere oltre tre milioni di documenti. Per questo abbiamo presentato l’Epstein Files Transparency Act II: per portare la battaglia nelle corti statali, imporre responsabilità al Dipartimento di Giustizia e offrire una conclusione ai sopravvissuti. Vogliamo che i responsabili di questi crimini vengano indagati e perseguiti”. Poi prosegue con l’elenco dei nomi: “Uomini come Jess Staley, Leon Black, Les Wexner, David Copperfield, Lapo Elkann, Tom Pritzker, Glenn Dubin, Frederick Fekkai, Eduardo Teodorani, Jean-Luc Brunel — morto opportunamente suicida in carcere — e Daniel Siad, trovato morto di recente a Parigi. Ramsey Elkholy e il Principe Andrea, che hanno commesso reati a sfondo sessuale anche negli Stati Uniti. E donne come Leslie Groff — non una vittima, bensì complice di Epstein nel traffico di altre donne. Forse, sentire questi nomi spingerà il Dipartimento di Giustizia, per vergogna, a rendere giustizia. Ho concluso”.
Proprio all’inizio di settembre, Massie e Khanna hanno lanciato una nuova petizione parlamentare per l’Epstein Files Transparency Act II, che mira a consentire ai procuratori generali dei singoli Stati e alle vittime di fare causa al DOJ e accedere direttamente ai file secretati per perseguire i complici rimasti impuniti. L’elenco fatto da Massie, come le sue dichiarazioni, sono protette dall’immunità parlamentare ( “clausola sulla libertà di parola e di dibattito” della Costituzione) e dunque non può essere sanzionato. Il video del suo intervento (sopraa) è stato postato su X, accompagnato dalle parole di Massie: “Stasera, nell’aula della Camera, ho letto i nomi di diversi co-cospiratori di Epstein che dovrebbero essere indagati e processati”.