“Un candidato su quattro alla Camera deve avere meno di 35 anni”: l’emendamento della senatrice Floridia (Verdi) alla legge elettorale
Il 25% dei candidati alla Camera dovrà avere meno di 35 anni. È una delle proposte depositate dai Verdi del Tirolo/Alto Adige nel pacchetto di emendamenti alla nuova legge elettorale, il cosiddetto Melonellum o Stabilicum. Un tentativo di riportare i giovani dentro una politica dalla quale, secondo i promotori, rischiano di sentirsi sempre più esclusi. Ma non è l’unica novità. Tra le proposte c’è anche l’introduzione del voto contro tutti: una scelta valida sulla scheda per chi non si riconosce in nessuno dei candidati o delle liste.
La riforma elettorale, dopo la pausa estiva, torna così al centro del confronto parlamentare. A luglio la Camera ha approvato il testo in prima lettura con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astenuti. Ora il provvedimento è all’esame del Senato. Alle 12 di oggi, primo settembre, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, sia in Commissione Affari costituzionali sia per l’Aula, in vista dell’approdo del testo in assemblea il 9 settembre.
A proporre la quota per gli under 35 è Aurora Floridia, parlamentare del Consiglio d’Europa, già senatrice dei Verdi e oggi esponente dei Verdi del Tirolo/Alto Adige e senatrice del gruppo delle Autonomie. Il punto di partenza è un dato: “Solo il 6,8% dei deputati alla Camera ha meno di 35 anni”. Per Floridia non è soltanto una questione di rappresentanza. È anche un modo per affrontare la distanza crescente tra giovani e politica. “Come membro del Consiglio d’Europa mi sono appassionata alle osservazioni elettorali nei vari Paesi europei. In Germania, per esempio, il tema del coinvolgimento e della partecipazione giovanile è molto sentito, tanto che ai sedicenni è stata data la possibilità di votare per la prima volta”. L’obiettivo, spiega, è “andare incontro alle esigenze delle giovani generazioni, ma anche contrastare e affrontare la disaffezione alla politica”. Floridia cita anche il caso del Kazakistan, dove il 30% delle candidature deve coinvolgere donne, giovani e persone con disabilità.
La stessa parlamentare definisce la proposta provocatoria. Ma è una provocazione voluta: “Si lascia una traccia e poi, un domani, è un tema che si può riprendere. Nessuno oggi sta lavorando sul tema della disaffezione, dell’astensione e del malcontento dei giovani, che vengono, a mio avviso, più puniti che coinvolti”. L’altro emendamento guarda invece a chi, davanti alle urne, non trova nessuno da scegliere. “Dare voce anche al malcontento, a chi non vuole andare a votare perché è deluso, non si fida più della politica, ma poi non viene ascoltato” dice Floridia. La scheda bianca già esiste, ma non esprime una scelta politica e non viene conteggiata come un voto. L’idea è dunque quella di introdurre una casella esplicita: contro tutti. Anche in questo caso una proposta destinata a far discutere ma che, secondo Floridia, “parla alla pancia di tante persone”.