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Tetto ai migranti nelle scuole: sembra buonsenso ma è apartheid

Ma davvero c’è chi può credere che mettere un limite di legge alla presenza in classe di bambini figli di migranti non sia razzismo? C’è un metodo in questo orrore
Tetto ai migranti nelle scuole: sembra buonsenso ma è apartheid
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Ma davvero c’è chi nell’Italia di oggi può credere o far credere che mettere un limite di legge alla presenza in classe di bambini figli di migranti non sia razzismo? La realtà è che vogliono abituarci a distinguere i bambini per dove sono nati, loro o i loro genitori. Ed è pura vergogna il disgustoso boato dei giovani di Fratelli d’Italia all’annuncio di Giorgia Meloni. E ora non facciano i finti tonti o gli offesi, non ritirino la mano dopo aver lanciato il sasso.

Obbligare la direzioni scolastiche a contare uno per uno i figli di migranti, perché se sono più del 30% danneggerebbero l’istruzione, beh è una mostruosità presentata come normale amministrazione o maggiore efficienza. Dove andrebbero poi i bambini in esubero? In Albania? Il fatto che la legge annunciata da Giorgia Meloni sia probabilmente irrealizzabile non è una scusante. E se è per recuperare voti a Vannacci, beh questa è solo un’ignobile aggravante.

Tutte le misure che oggi rendono la vita dei migranti e delle loro famiglie sempre più dura e sottoposta a regolamenti discriminatori e oppressivi, sono presentate come norme di buonsenso e legalità. La procura di Ravenna ha aperto un’inchiesta per associazione a delinquere nei confronti di medici che hanno emesso certificati di inidoneità ai CPR per alcuni migranti. Amnesty International ha affermato che così si mette sotto processo il giuramento di Ippocrate. Ma chi è davvero idoneo ai CPR? Che sono lager dove le persone si suicidano, dove si viene reclusi senza aver commesso alcun reato, dove si è fuorilegge in quanto persone.

Nei confronti di milioni di migranti che vivono nel nostro paese, è in vigore un sistema di controllo amministrativo e poliziesco che non ha nulla a che vedere con i principi costituzionali di cittadinanza. Basta passare una mattina davanti ad una Questura per vedere file sempre più lunghe. Sono lì per le autorizzazioni che servono a non essere espulsi, pervasive, defaticanti, sempre più difficili da ottenere.

Con la Legge Bossi-Fini il permesso di soggiorno è stato privatizzato: è il padrone che l’ha in mano e spesso lo fa amministrare dai caporali. Rifiuti le condizioni di sfruttamento del tuo lavoro? Allora ti licenzio e diventi clandestino, tu assieme a tutta la tua famiglia. I migranti sono indispensabili all’economia e al profitto, ma meno diritti hanno, più sono discriminati, più lo sfruttamento di classe può imporsi.

La remigrazione di cui urlano i neonazisti non è davvero realizzabile senza trasformare un intero paese in un campo di concentramento e senza chiudere interi settori dell’economia. Questo lo sanno tutti. Ma la campagna sulla remigrazione ottiene comunque il risultato di criminalizzare i migranti e le loro famiglie, in quanto tali. Essa associa l’insicurezza al colore della pelle: sei bianco, allora sei minacciato. Essa rende normali atteggiamenti e modi di pensare che fino a poco tempo fa erano giudicati mostruosi.

La normalizzazione del razzismo avviene nel costume, nel linguaggio, nei comportamenti quotidiani. Ma se si usa questa parola, razzismo, allora sì che si violano le regole e si viene condannati. Abderrahim Fakir è morto sotto le mani della polizia a Bologna come George Floyd negli Stati Uniti. Da noi ci sono state proteste infinitamente inferiori a quelle degli USA, eppure c’è stato più scandalo pubblico per esse che per la morte di Fakir.

L’ipocrisia copre il razzismo: noi siamo italiani brava gente, noi siamo l’Europa culla dei diritti umani. Così è proprio Ursula von der Leyen a proclamare la giustezza dei muri anti migranti che, dalla Finlandia alle coste del Marocco, circondano l’Europa. Entra solo chi vogliamo noi, afferma la presidente della Commissione UE.

Alla fine c’è un metodo in questo orrore. Alla fine nei confronti dei migranti si costruisce un sistema di apartheid razializzato. Milioni di persone e i loro figli diventano sudditi di serie B, che devono servire solo alla produzione, non ad affermare la democrazia.

C’è già un modello di apartheid organizzato scientificamente, quello di Israele verso i palestinesi. Stiamo importando quel modello ed il sostegno occidentale ai crimini israeliani rende tutto più facile e giustificato. Al Parlamento la destra e settori del PD sostengono la la legge sull’ “antisemitismo”, per colpire con la caccia alle streghe chi condanna Israele e sta con la Palestina. Intanto l’islamofobia è permessa, diffusa e argomentata.

Contro tutto questo le buone parole non servono più, serve la ribellione sociale, politica culturale.
L’USB ha convocato per il 24 settembre un’assemblea on line cui parteciperanno centinaia di migranti e attivisti antirazzisti da tutto il paese. Si discute di una mobilitazione che arrivi anche a uno sciopero di tutti migranti. Che mostrerebbe quanto essi siano indispensabili ad un paese che li discrimina e opprime.
L’uguaglianza o c’è per tutti o non c’è per nessuno, l’apartheid Italiano va rovesciato prima che si consolidi e diventi un terribile senso comune.

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