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“Fratelli di Chat”, il Garante della Privacy chiude il caso: nessuna contestazione al “Fatto”

L’Autorità non rileva nessuna violazione del diritto alla riservatezza e delle norme deontologiche rispetto al libro del nostro Giacomo Salvini. Il procedimento viene quindi terminato
“Fratelli di Chat”, il Garante della Privacy chiude il caso: nessuna contestazione al “Fatto”
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Si chiude senza contestazioni nei confronti del Fatto l’istruttoria del Garante della Privacy nata dalla pubblicazione di Fratelli di Chat, il libro di Giacomo Salvini edito da PaperFirst che ricostruisce la storia recente del partito di Giorgia Meloni attraverso le conversazioni tra parlamentari, ministri e dirigenti.

Secondo quanto risulta al Fatto, l’Autorità ha concluso l’esame senza ravvisare elementi per procedere nei confronti della Società Editoriale Il Fatto. Le comunicazioni agli interessati stanno partendo in queste ore. Il procedimento era nato da numerose istanze, anche nella forma di reclami, presentate da persone coinvolte nelle conversazioni pubblicate, fra le quali alcuni parlamentari. È quanto riportava lo stesso Garante nel primo provvedimento sulla vicenda.

Il libro era arrivato nelle librerie il 6 febbraio 2025. Sei giorni dopo il Collegio del Garante aveva adottato un “avvertimento” nei confronti di SEIF, l’editore del Fatto. Non una sanzione né l’accertamento definitivo di un illecito: l’Autorità segnalava che l’ulteriore trattamento dei dati contenuti nelle chat poteva violare la normativa sulla privacy e le regole deontologiche dell’attività giornalistica.

Le perplessità dell’Autorità riguardavano soprattutto il criterio dell’“essenzialità dell’informazione”. Secondo il provvedimento, la pubblicazione dei virgolettati di numerose conversazioni private, pur utilizzati in alcuni casi per ricostruire vicende politiche e personali della storia di FdI, poteva essere sostituita da forme narrative maggiormente rispettose della protezione dei dati personali. Una cautela rafforzata quando nelle conversazioni comparivano soggetti terzi o minori.

Il Garante aveva perciò lasciato aperta l’istruttoria, riservandosi, una volta completati gli accertamenti, l’adozione degli eventuali ulteriori provvedimenti.
Sul caso il Fatto era tornato lo scorso novembre, ricostruendo anche l’origine dell’intervento. Alla vigilia dell’uscita del libro Agostino Ghiglia, componente del Collegio, aveva sollecitato agli uffici «un approfondimento serio riguardo al libro pubblicato dal Fatto». L’Autorità aveva quindi avviato gli accertamenti e raccolto le diverse segnalazioni.

Ora quell’istruttoria è arrivata al termine. Secondo quanto risulta al Fatto, non sono emersi elementi di contestazione nei confronti dell’editore e il procedimento viene quindi chiuso.

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