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Polonia, incendi devastano 2 fabbriche di armi: una è legata a Leonardo, l’altra produceva parti di droni per l’Ucraina

Vicino a Lublino le fiamme hanno colpito la JFG Composites, subappaltatore della PZL-Świdnik che fa capo al colosso italiano. A Skarżysko-Kamienna messo a fuoco uno stabilimento della WB Electronics
Polonia, incendi devastano 2 fabbriche di armi: una è legata a Leonardo, l’altra produceva parti di droni per l’Ucraina
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Se non ci fosse una guerra in corso appena fuori dalla porta di casa, si potrebbe parlare di incidenti e chiuderla così. Ma in Polonia le fiamme che hanno devastato due fabbriche di armamenti fanno pensare ad altro. Al momento, si può solo constatare che gli episodi sono stati registrati a poche ore uno dall’altro ed hanno riguardato una azienda subappaltatrice di Leonardo che cura la produzione di elicotteri, e uno stabilimento che produce componenti per droni utilizzati sia dall’esercito di Varsavia che da quello ucraino.

L’ultimo rogo in ordine di tempo è avvenuto vicino Lublino, domenica pomeriggio. Le fiamme hanno distrutto un edificio di due piani della JFG Composites, subappaltatore della PZL-Świdnik che fa capo a Leonardo ed è specializzata nella costruzione di elicotteri. Nonostante l’impegno di circa 60 vigili del fuoco, della struttura restano solo impalcature fumanti. Le autorità non si sono sbilanciate sulla natura del rogo e possibili implicazioni legate alla guerra in Ucraina, avviata dalla Russia con l’invasione del febbraio 2022.

L’azienda JFG Composites è specializzata nella produzione di materiali per l’industria aeronautica e lavora in veste di subappaltatrice di PZL-Świdnik che fa parte di Leonardo e realizza anche l’elicottero AW149, velivolo di ultima generazione che Leonardo nel suo sito descrive così: “L’AW149 è ottimizzato per svolgere missioni specifiche molto diverse, quali il trasporto di truppe, operazioni di sollevamento e trasporto carichi esterni, evacuazione medica, ricerca e soccorso (SAR) e recupero del personale, operazioni delle forze speciali, supporto aereo ravvicinato, scorta armata, comando e controllo (C2) e infine intelligence, sorveglianza e ricognizione”.

Le preoccupazioni in Polonia sono motivate dal fatto che si è trattato del secondo incendio in poche ore. Il primo incidente era stato registrato in una fabbrica della WB Electronics a Skarżysko-Kamienna, specializzata in componenti per i droni utilizzati dalle forze armate polacche e ucraine. In questo caso la polizia indaga apertamente per incendio doloso dopo aver verificato che le immagini delle telecamere di sorveglianza mostravano una persona dal volto travisato che entrava nella fabbrica: poi sono divampate le fiamme.

Non si può fare a meno di pensare ad episodi simili avvenuti in altri stabilimenti europei, compresa la fabbrica di Colleferro in Italia; anche se il governo italiano, come quello bulgaro, hanno respinto la possibilità che dietro i danneggiamenti ci fossero azioni collegate alla Russia, mentre in Repubblica Ceca (20 marzo, stabilimento della LPP Holding a Pardubice) e in Estonia questa ipotesi è ancora frutto di accertamenti.

Nello scorso aprile, il ministero della Difesa russo ha pubblicato nomi e indirizzi delle aziende europee accusate di produrre droni o altro materiale bellico a sostegno dell’Ucraina. Il rapporto sulla sicurezza di Monaco 2026 ha elencato circa 150 incidenti che potenzialmente possono essere ricondotti ad una tattica di guerra ibrida russa per colpire in paesi dell’Unione europea e nazioni legate alla Nato. Il periodo analizzato è quello tra gennaio 2022 e dicembre 2025. Gli analisti hanno preso in considerazione episodi che riguardavano sabotaggi, episodi di spionaggio, sorvoli di droni e incendi di natura dolosa.

Nel rapporto la situazione viene così descritta: “Molti di questi incidenti sono progettati per rimanere negabili o ambigui, consentendo alla Russia di eludere l’attribuzione diretta, esercitando al contempo pressione psicologica e inducendo paralisi politica. Gli analisti considerano ampiamente queste operazioni come sforzi deliberati da parte di Mosca per sondare le difese dell’Europa, seminare divisione, intimidire l’opinione pubblica e indebolire il sostegno all’Ucraina distogliendo l’attenzione dalla sicurezza interna”.

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