"Nessun membro dell’equipaggio di cabina di American è intervenuto" - 2/2
L’uomo avrebbe anche rovesciato una bevanda comprata da Cruz a bordo prima che questi riuscisse a berla. A quel punto l’avvocato sostiene di aver chiesto più volte l’intervento degli assistenti di volo, senza ottenere aiuto: “Nessun membro dell’equipaggio di cabina di American è intervenuto”. Per questo avrebbe cominciato a registrare audio e video “per proteggersi”. Ma, secondo Cruz, il confronto più duro sarebbe arrivato una volta atterrati a Los Angeles. Un’assistente di volo lo avrebbe affrontato in maniera “ostile, aggressiva e prolungata, rifiutandosi di lasciarlo parlare“, chiedendogli anche dove lavorasse e accusandolo di mentire. Nel frattempo il passeggero seduto al 17A sarebbe sceso dall’aereo e avrebbe lasciato l’aeroporto senza conseguenze.
Quella stessa sera Cruz si è fatto visitare in una struttura sanitaria, dove gli sono stati riscontrati lividi al braccio sinistro e alle costole. Ma la vicenda non si è chiusa lì. Durante una successiva verifica interna della compagnia, sempre secondo la versione dell’avvocato, alcuni membri dell’equipaggio avrebbero sostenuto che fosse stato proprio lui a essere ubriaco durante il volo. Cruz nega e afferma di non aver consumato alcol né prima né durante il viaggio.
Lo scorso 10 agosto ha quindi presentato una causa contro American Airlines al tribunale federale del Southern District of Florida, scegliendo di rappresentarsi da solo. Chiede un processo con giuria e un risarcimento superiore a 75 mila dollari, contestando alla compagnia, tra le altre cose, negligenza, diffamazione e danni emotivi.