Il ritorno a “X Factor” - 2/3
Un lungo sodalizio quello tra lei e Chiara, che per diverso tempo ha funzionato: “Dove non arrivavo io arrivava lei, e viceversa. Una macchina perfetta. Poi l’ingranaggio si è guastato”. A rompere l’incantesimo le difficoltà di fare musica senza una solida realtà discografica di supporto. Dal 2007 le sorelle Iezzi sono diventate imprenditrici di se stesse investendo le proprie forze, anche economiche, nei progetti che sono seguiti: “In pochi ci hanno notato e questo ha inficiato sul nostro sodalizio”, ammette Paola, che dal 10 settembre tornerà per il terzo anno consecutivo al tavolo dei giudici di “X Factor”. È lei il coach da battere, dal momento che nella scorsa edizione a trionfare è stata la “sua” Rob. “Ai ragazzi dico di non farsi prendere dall’ansia dei numeri” spiega, parlando del consiglio più prezioso da dare ai giovani talenti. “L’industria mette in mano macchine veloci ad autisti che non sanno ancora andare in bici. Prima le tappe erano più sudate, ora è saltato tutto”.