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Meloni accusa Bonaccini: “Per lui vota a destra chi ha studiato poco”. La replica: “Parlavo di un problema della sinistra”

La premier attacca il presidente Pd rilanciando alcune sue parole pronunciate lunedì scorso: "Non rispetta gli elettori". Lui: "Polemica sorprendente, frase estrapolata"
Meloni accusa Bonaccini: “Per lui vota a destra chi ha studiato poco”. La replica: “Parlavo di un problema della sinistra”
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“Il voto al primo e secondo Trump, il voto per la Brexit qualche anno fa, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia, prima alla Meloni e a Salvini, oggi forse a Vannacci, è un voto che vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città, di chi sta peggio economicamente”. Queste parole di Stefano Bonaccini, pronunciate lunedì a margine di un evento ad Albenga (Savona), vengono rilanciate a quattro giorni di distanza da Giorgia Meloni, che accusa il presidente Pd di snobismo. “In una illuminata lezione, Stefano Bonaccini ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco. L’abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare”, accusa la premier in un post su Facebook. “Forse”, prosegue, “Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.

Un’offensiva a cui l’ex governatore dell’Emilia-Romagna replica quasi in tempo reale, ospite di Coffee Break su La7: “Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo“, spiega. “La destra ha preso un voto maggioritario, se scorporiamo, tra coloro che hanno un po’ meno titoli di studio, tra chi sta peggio economicamente e tra chi vive nelle aree interne, nelle campagne, nelle periferie delle città. Questo è accaduto, ci sono le analisi, gli studi. Il che non vuol dire che non ci siano plurilaureati che votano la Lega, Fratelli d’Italia o Vannacci. Ma io l’ho detto come problema per la sinistra“, chiarisce. “La sinistra, che ha perso spesso le elezioni in tanti Paesi europei e negli Usa dovrebbe saper rappresentare più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente, o che nella vita hanno avuto meno opportunità per aver titoli di studio più elevati. È per dire che serve una sinistra più popolare. Ma secondo voi io mi permetto di dire che solo quelli che studiano… ma non scherziamo. Ho fatto un’analisi di quella che è la realtà se si va a vedere scorporando il voto. Capisco”, incalza Bonaccini , “che sia più facile cercare una polemica abbastanza sorprendente col sottoscritto, ieri è partito Bignami e in parte la Lega, piuttosto che rispondere sul perché paghiamo le bollette, la benzina tra le più care al mondo o perché ci sono troppi precari soprattutto giovani, perché la sanità pubblica sta crollando o perché il Paese non cresce e sarà il peggiore nei 27 dell’Ue per crescita”.

Il chiarimento non impedisce però che da Fratelli d’Italia parta un coro di reazioni indignate. Sulle parole dell’ex governatore interviene il ministro della Giustizia Carlo Nordio, con una nota incentrata su “un noto racconto di Anatole France”: “Una fanciulla, vedendo l’immensa biblioteca di Sylvestre Bonnard, esclama: “Ma li ha letti tutti, professore?”; “Purtroppo sì”, risponde l’anziano accademico. “Perchè purtroppo?”, chiede la ragazza. “Perché”, risponde Bonnard, “dicono tutti cose opposte, e se prima avevo le idee chiare oggi le ho confuse”. Stefano Bonaccini, che evidentemente al contrario di noi è istruitissimo e ha letto molto, ha le idee più confuse che mai“, afferma il Guardasigilli. Anche il ministro degli Affari europei Tommaso Foti affonda su Facebook: “Compagno Bonaccini, meglio ignoranti che arroganti come voi. La sinistra da tempo vive con il complesso di superiorità: culturale, intellettuale, morale, politica. Si raduna nei salotti radical chic per compiacersi del proprio status. Poi, quando va alle elezioni, perde clamorosamente. E la colpa – per me il merito – è degli ignoranti, come me, che la compatiscono”. Per la deputata di FdI Augusta Montaruli, “Bonaccini rincara la sua arroganza arrampicandosi sugli specchi in merito ad una risposta che non lascia equivoci. Nessuno ha estrapolato”. “Spaventa la lettura classista e supponente di Bonaccini, ma non ci meraviglia”, dichiara invece il vicecapogruppo alla Camera Massimo Ruspandini. “La sinistra ritiene che a votare a destra siano i più “ignoranti”, le periferie e le aree interne del mondo. Stia tranquillo Bonaccini! Noi delle aree interne resisteremo alla cultura woke, al cannibalismo della sinistra che distrugge tradizioni e vorrebbe omologarci al pensiero unico e impersonale, sradicato e materialista, senza radici, senza passato e senza futuro”.

Dal Pd l’ala più vicina al presidente del partito reagisce compatta a sua difesa.”L’attacco della premier Meloni a Stefano Bonaccini si commenta da solo: una polemica strumentale finalizzata, come molte delle dichiarazioni della leader di FdI, a tentare di coprire il vuoto delle politiche del suo governo”, afferma la senatrice Valeria Valente. “Accusare Stefano Bonaccini di essere elitario significa avere uno scarso senso della realtà, per chi lo conosce suona davvero ridicolo. È il governo della destra che in questi anni, lungi dal fare gli interessi di chi ha meno, ha semmai lasciato che aumentassero tutte le disuguaglianze e i divari già esistenti. Altro che politiche popolari!”. “Si tratta di un modo di fare politica vecchio e strumentale: prendere una dichiarazione, privarla del suo contesto e trasformarla nell’ennesimo bersaglio polemico”, commenta la vicecapogruppo alla Camera Simona Bonafè. “Mentre gli italiani fanno i conti con prezzi in aumento, stipendi insufficienti e incertezze sul futuro, la presidente del Consiglio sceglie di occuparsi delle frasi degli avversari politici. La questione di fondo, quindi, non sono le parole di Bonaccini ma il governo che ha sempre bisogno di un nemico da attaccare per non parlare dei problemi che dovrebbe risolvere”, aggiunge. E il deputato Andrea De Maria esprime “solidarietà” a Bonaccini “per l’aggressione propagandistica che sta subendo”: “Chi ha letto la dichiarazione di cui si parla vede bene che gli viene attribuita una posizione del tutto opposta a quella che ha realmente sostenuto”.

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