Un gruppo di appassionati di esplorazione urbana, in Somerset, nel Regno Unito, si è imbattuto in una scoperta che nessuno di loro dimenticherà facilmente. Lo riporta il Daily Star. L’edificio che stavano visitando sembrava disabitato, ma qualcosa non tornava: la porta sul retro era spalancata e danneggiata, eppure dentro tutto era rimasto al suo posto, come se la vita si fosse semplicemente fermata.
Inizialmente il gruppo aveva esitato a entrare, temendo che la casa fosse ancora abitata. Poi, vinta l’incertezza, hanno deciso di oltrepassare la soglia. All’interno hanno trovato giacche e cappelli ancora appesi, il letto disfatto e oggetti di uso quotidiano sparsi nelle stanze, come in una fotografia congelata nel tempo. Fuori, un’utilitaria rossa arrugginiva da anni, evidentemente ferma da tempo immemore.
È stato in bagno che gli esploratori hanno fatto la scoperta più scioccante: il corpo senza vita di un uomo, poi identificato come “John”, seduto sul water. Sotto shock, hanno immediatamente allertato polizia e soccorsi.
Nonostante l’angoscia del momento, il gruppo ha raccontato di aver provato anche un senso di sollievo, pensando a quanto tempo sarebbe potuto passare prima che qualcuno trovasse l’uomo, se non fossero entrati proprio quel giorno.
La vicenda, raccontata sui social dagli esploratori (i profili @Mission_urbex e @Just Looking Explorers), ha diviso il pubblico: c’è chi ha apprezzato che la storia abbia permesso di far luce su una morte altrimenti rimasta ignorata, e chi invece ha criticato la scelta di condividere pubblicamente un momento così delicato, sostenendo che il vero rispetto per il defunto avrebbe richiesto discrezione, non un post.
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