Auxerre, Lens e Molde: le prime tre "favole" della storia della Champions League - 2/7
Auxerre, Lens e Molde: le prime tre “favole” della storia della Champions League
Masazir entra così in un atlante parallelo della Champions: quello dei luoghi che sembravano troppo piccoli perfino per contenerne il nome. Sfogliandolo all’indietro, una delle prime pagine porta in Borgogna, dove nel 1996/97 l’Auxerre, al debutto in Champions, vinse il girone, batté l’Ajax ad Amsterdam e arrivò fino ai quarti. Guy Roux aveva preso il club quando navigava nelle categorie inferiori, accompagnandolo fino al double francese. Una città di poco più di trentamila abitanti si ritrovò così a misurarsi con l’aristocrazia continentale, dimostrando che la provincia non aveva bisogno di imitare Parigi.
Due anni dopo toccò a Lens, altra piccola anomalia francese. Poco più di trentamila abitanti e una squadra che nel 1998 andò addirittura a Wembley a battere l’Arsenal 1-0 con un gol di Mickaël Debève, facendo sembrare improvvisamente piccolissimo perfino Wembley rispetto al rumore arrivato dal nord della Francia. “Per noi era quasi impensabile giocare una competizione del genere contro una squadra come quella”, avrebbe ricordato Debève, parlando di quella notte come dell’apoteosi della propria carriera.
Nel 1999 la mappa risalì ancora più a nord, fino a Molde, in Norvegia. Nella Champions 1999/2000 affrontò Real Madrid, Porto e Olympiacos. Contro i greci andò all’intervallo sotto 0-2 e vinse 3-2, segnando tre volte in diciotto minuti.