La favola del Sabah: nato 9 anni fa, ha conquistato la Champions dopo una rimonta folle | Tutte le imprese europee della storia
Le grandi città non hanno bisogno della Champions per sentirsi al centro del mondo. Madrid, Londra, Parigi, Monaco di Baviera lo sono già. Per un posto come Masazir, invece, basta una qualificazione per cambiare improvvisamente proporzioni: la periferia diventa centro, il nome che nessuno sapeva pronunciare finisce accanto a quelli che tutti conoscono, e una città piccola abbastanza da essere quasi invisibile sulla cartina si ritrova, per qualche mese, stampata sulla geografia del calcio europeo.
È successo al Sabah, che gioca a Masazir, centro dell’Azerbaigian da meno di ventimila abitanti alle porte di Baku. Nato soltanto nel 2017, è arrivato nella massima serie un anno dopo e nel 2025/26 ha vinto campionato e coppa. Per entrare in Champions ha sfondato quattro porte: The New Saints, KuPS, Aarhus e per ultimo l’Hapoel Beer-Sheva. Dopo aver perso 2-1 all’andata, nel ritorno a Baku è stato due volte con un piede fuori: 0-1, poi 1-2. Al 74’ Rakhmonaliev ha riaperto tutto, al 94’ Tellur Mutallimov ha trascinato la partita ai supplementari, prima che Mbina e Mickels completassero la rimonta ai supplementari, portando gli azeri alla League Phase di Champions League. “Il Sabah è la squadra migliore che abbia mai allenato. Oggi sono l’allenatore più felice del mondo“, ha detto Valdas Dambrauskas. Un club di nove anni ha ottenuto ciò che in Azerbaigian, prima di lui, era riuscito soltanto al Qarabağ.