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Ultimo aggiornamento: 14:35 del 26 Agosto

Tajani show al Meeting di Rimini: “La cultura woke è una gramigna che va estirpata. L’Europa ha radici giudaico-cristiane e greco-romane”

"Combattimento" quotidiano ma senza bandiere e manifestazioni "violente": la linea del ministro degli Esteri sulla difesa della pace
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La cultura woke è una specie di gramigna che va estirpata dalla nostra società per i disastri che ha provocato“. Con queste parole il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, apre il suo intervento al Meeting di Rimini, introducendo la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, in un panel dedicato al futuro e ai valori fondanti dell’Unione Europea.
Tajani lancia una formula quasi matematica per rassicurare i moderati: “Come possiamo essere uniti se non ci riconosciamo tutti nella nostra identità, nelle nostre radici che sono giudaico-cristiane, legate alla cultura romana e alla cultura greca? Questa è la nostra identità. Questo non significa non essere accoglienti, anzi: più si ha un’identità forte, più si è disponibili ad accogliere”.

Nel delineare i pilastri dell’Unione, il leader di Forza Italia ribadisce che la vera cultura europea si fonda oggi su principi ben precisi, storicamente consolidati: “Certamente l’identità europea è la cultura che oggi si riconosce nell’economia sociale di mercato, nella centralità della persona, nella difesa dei valori di libertà, di solidarietà e di sussidiarietà”. Secondo Tajani, però, il modello europeo è antitetico rispetto alla “woke culture”.

Poi si sofferma sul tema cruciale della pace, richiamando il pontefice:. “Il Papa è stato molto chiaro parlando qui, ma anche quando si è affacciato per la prima volta appena eletto Papa: ha parlato di pace. Ma pace non è sventolare una bandiera, non è partecipare a una manifestazione violenta. La pace è un sentimento che deve essere diffuso, sostenuto e per il quale bisogna combattere ogni giorno”.

Citando Madre Teresa di Calcutta, secondo cui “la pace è come una goccia e il mare è fatto di tante piccole gocce”, il ministro ha ricordato la missione originaria delle istituzioni comunitarie: “L’Europa è nata proprio per difendere la pace dopo gli orrori della prima e della seconda guerra mondiale. Noi abbiamo il compito di difenderla ogni giorno, non soltanto con le parole, ma con i comportamenti”.
Un impegno quotidiano che Tajani vede pienamente incarnato nella figura della presidente Metsola, definendola “una dei grandi leader europei che difende la pace con il suo comportamento e con le sue scelte ogni giorno”.

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