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In 60mila al Meeting di Rimini per il Papa: “Prima dei confini ci sono le persone. Opponiamo misericordia al falso realismo che riarma le nazioni”

Giornata densa per i Pontefice: prima la visita a San Marino, poi il bagno di folla all'evento di Comunione e Liberazione, 44 anni dopo Giovanni Paolo II, l'ultimo Papa a presenziare in città
In 60mila al Meeting di Rimini per il Papa: “Prima dei confini ci sono le persone. Opponiamo misericordia al falso realismo che riarma le nazioni”
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Il vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi, lo ha definito “il più grande spettacolo dopo il Big Bang”. Una citazione di Jovanotti per esprimere il grande entusiasmo che ha accompagnato la visita di Papa Leone XIV a San Marino. La cerimonia di benvenuto, con l’accoglienza dei Capitani Reggenti della Repubblica, Alice Mina e Vladimiro Selva, è stata solo il primo appuntamento di una giornata molto intensa per il Pontefice. Dopo il suo discorso alle autorità e la visita nella basilica per l’adorazione eucaristica e l’omaggio alle reliquie di Marino, una tappa a Pennabilli, per un pranzo nel convento delle monache agostiniane. Nel pomeriggio, l’appuntamento più atteso: il bagno di folla al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. Il Pontefice è stato acclamato da circa 60mila persone. Si tratta di una visita storica: l’ultimo Papa a presenziare all’evento di Cl era stato Giovanni Paolo II nel 1982, 44 anni fa. Infine, alle 18, l’ultimo atto della densa giornata di Leone, con la messa nel porto di Rimini.

Il bagno di folla a Rimini: Leone accolto con cori da stadio

Decine di migliaia le persone ad accogliere il Pontefice. Sia all’esterno che all’interno dei padiglioni. I giovani hanno intonato, al suo arrivo, cori da stadio. Tra le personalità presenti anche monsignor Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini, il presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale, il prefetto di Rimini Giuseppina Cassone e il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad. Il Papa successivamente è stato accolto dal presidente del Meeting Bernhard Scholz, dal presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Davide Prosperi, e dal direttore del Meeting, Francesco Perazzini. Prima del suo intervento il Papa ha visitato i padiglioni. Prima tappa è stata la mostra dedicata a Sant’Agostino, dove ad aspettarlo c’era il superiore degli agostiniani, Joseph Farrell, e il Cardinale di Algeri Jean-Paul Vesco. Poi, arrivato al padiglione dedicato ai ragazzi, ha fatto un saluto a braccio: “Grazie per essere qui, grazie per questa accoglienza e per questo entusiasmo: è il segno dello Spirito. Il mondo ha bisogno di voi, della vostra carità, della vostra fedeltà. Sapete costruire la comunione con amicizia, sapete rispettare gli uni gli altri per costruire la pace“.

“Prima dei confini ci sono le persone. Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti”

Dal palco il Papa ha lanciato un appello affinché si costruisca un nuovo modello di società: “Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte“. “Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo”. E poi ancora: “La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”, ha sottolineato. Il discorso del Papa invita alla speranza: “Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia”. “Al falso realismo, che riarma le menti, le parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità”, ha sottolineato il Pontefice.

In mattinata, il discorso alle autorità di San Marino

“La libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”. È stato il primo messaggio lanciato questa mattina dal Papa, nel suo discorso iniziale di fronte alle autorità di San Marino. Talvolta, ha continuato il Pontefice, ci troviamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere. Nella visione cristiana, libertà e comunione – ha rimarcato – stanno o cadono insieme”. Il Papa ha dunque reso omaggio a tutte quelle persone che difendono la libertà anche pagando costi personali. “Promuovere la libertà comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio”. Il Papa ha ringraziato la Repubblica di San Marino per il suo costante impegno per la pace. “Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni”, ha dichiarato Leone XIV.

“Tuteliamo il diritto internazionale umanitario, oggi calpestato”

Il Papa ha poi sottolineato la “tradizione di accoglienza di San Marino, che non è mai venuta meno lungo i secoli nei confronti di chi soffre ed è nella prova. Recentemente, si è mostrata con il sostegno e l’ospitalità al popolo ucraino”, “come pure nell’impegno in favore del diritto internazionale umanitario in un momento storico in cui esso appare quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato”. Per Leone “tale sensibilità è anche frutto della tradizione cristiana di questo Paese e della costante e positiva collaborazione fra le autorità politiche e il vescovo nella ricerca del bene comune”. E ai giovani: “Non abbiate paura di fare scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l’impegno sociale e politico; preparatevi nel modo migliore possibile alle responsabilità che vi attendono. Lasciatevi coinvolgere in iniziative e progetti di carità e di giustizia. Così contribuirete anche voi a dare una testimonianza di pace che parla al mondo”. “Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti – ha proseguito – in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo”. Il Papa a San Marino è stato accompagnato da una delegazione vaticana ai massimi livelli, con il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Sostituto, monsignor Paolo Rudelli, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, a segnare il carattere internazionale della visita nella Repubblica del Titano.

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