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Gasolio, Giorgetti attiva le accise mobili e guadagna due giorni: sconto di 17 cent fino al 26 agosto. Schlein: “Tassi gli extraprofitti senza aspettare l’Ue”

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e gli omologhi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno scritto sabato al presidente di turno dell'Ecofin chiedendo di approvare un quadro legislativo comune. Intanto il gasolio tocca i 2,2 euro in autostrada, nonostante il taglio di 17 centesimi
Gasolio, Giorgetti attiva le accise mobili e guadagna due giorni: sconto di 17 cent fino al 26 agosto. Schlein: “Tassi gli extraprofitti senza aspettare l’Ue”
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Lo sconto di 17 centesimi sulle accise sul gasolio sarà in vigore fino al 26 agosto. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato un decreto ministeriale che attiva il meccanismo delle accise mobili – che sfrutta l’extragettito Iva – prorogando lo sconto già previsto dall’ultimo decreto legge del governo di due giorni. La decisione di Giorgetti arriva in extremis e consente all’esecutivo giusto 48 ore di tregua mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire. Nel weekend del controesodo, infatti, il prezzo medio della benzina self sulla rete stradale nazionale è salito a 2,010 euro al litro, contro i 2,008 di ieri, mentre il diesel ha raggiunto 2,130 euro (da 2,128). In autostrada la verde è arrivata a 2,087 euro al litro e il diesel ha superato quota 2,20, attestandosi a 2,203 euro contro i 2,200 di ieri.

Sul fronte politico la segretaria del Partito democratico Elly Schlein chiede al governo di non aspettare il via libera europeo sulla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche – il quadro legislativo comune ipotizzato in una lettera al presidente di turno dell’Ecofin firmata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti con gli omologhi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna – e introdurre subito un prelievo nazionale per finanziare interventi a sostegno di famiglie e imprese.

Lunedì, come detto, sarebbe stato l’ultimo giorno di operatività dello sconto fiscale in vigore dal 28 luglio che riduce il prelievo sul diesel per circa 17 centesimi al litro considerando l’effetto complessivo di accisa e Iva. Ma il beneficio è stato progressivamente riassorbito dalla crescita della componente industriale del prezzo, legata alle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, ai costi di raffinazione, al cambio euro-dollaro e alla logistica. Da marzo, dopo l’inizio della guerra in Iran che ha fatto impennare le quotazioni dei prodotti energetici, sono stati spesi oltre 2,2 miliardi senza riuscire a fermare la corsa dei prezzi e dare effettivo sollievo agli automobilisti. Il taglio delle accise peraltro è un provvedimento sconsigliato dai maggiori organismi internazionali, perché è regressivo – favorisce di più le famiglie con redditi alti – e sussidia l’acquisto di combustibili fossili stimolando la domanda proprio mentre la guerra in Medio Oriente mette a rischio l’offerta.

Sulla scadenza dello sconto si era ovviamente riaperta la partita politica. Sabato il presidente del M5S Giuseppe Conte aveva scritto sui social che “serve recuperare risorse anche dagli extraprofitti di settori che hanno fatto utili record con le varie emergenze e che sono intoccabili per questo Governo”. Schlein ora fa notare che “quella di ieri è la seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra profitti delle società energetiche”. “In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue (sui temi fiscali serve l’unanimità, ndr), Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti e introducano questa tassa a livello nazionale”, dice la segretaria dem, che fino a ieri aveva come unica ricetta l’attivazione delle accise mobili che oggi il governo ha effettivamente scelto di attivare. “Chiediamo di introdurre subito una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, di utilizzare il meccanismo delle accise mobili”, aggiungono non a caso i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera, Francesco Boccia e Chiara Braga, e il capo delegazione dem a Bruxelles, Nicola Zingaretti, “e, soprattutto, di presentare una strategia complessiva per ridurre il costo dell’energia, accelerando la realizzazione degli impianti da fonti rinnovabili e semplificando, anche sul piano burocratico, i tempi necessari per realizzarli”, oltre a chiedere chiarezza su “come il governo intenda utilizzare quella flessibilità messa a disposizione dall’Ue sul fronte energetico e quali investimenti intenda realizzare”.

“In quattro anni le società energetiche hanno realizzato 80 miliardi di euro di profitti”, chiosa Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Una accumulazione di ricchezza pagata dagli italiani con il caro energia, favorita dalla politica del governo Meloni che ha trasformato l’Italia in un hub del gas rinunciando alle rinnovabili. Il governo in quattro mesi ha dilapidato 2,5 miliardi di euro di soldi pubblici per tagliare le accise sui carburanti, regalandoli ai petrolieri e sottraendoli a investimenti sulla sanità pubblica. Una vergogna. Ma quello che è grave è che esiste un’altra tassa, che spesso ci si dimentica, ed è quella climatica che, tra ondate di calore e tornado, ha causato nel 2026, fino ad oggi, un danno economico di oltre 22 miliardi di euro. E a pagarla saranno ancora gli italiani. Tassare gli extraprofitti è qualcosa che sosteniamo da sempre come Avs, ma serve anche semplificazione sulle rinnovabili e dare finalmente il via a una bolletta sociale per il ceto medio”.

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