L'addio ai reality e la sponda politica trasversale - 2/3
Il bilancio tocca inevitabilmente la carriera televisiva, definita lucidamente “una giostra: avanti un altro, sotto a chi tocca”. Se da un lato si dice grata per le opportunità ricevute, dall’altro mette una pietra tombale sui format che l’hanno vista trionfare e condurre in passato: “Con i reality, tipo Grande Fratello e Isola dei Famosi, ho chiuso. Senza snobismi, ma è finita”.
Spazio anche per riflessioni politiche forti e disincantate. Eletta in Parlamento nel 2006 come indipendente, Luxuria si definisce “di sinistra, ma realista”, mostrandosi aperta ad alleanze trasversali pur di portare a casa risultati sui diritti civili in un Paese che considera “fanalino di coda” in Europa. Non esclude collaborazioni su temi specifici con esponenti di altri schieramenti, elogiando Marina Berlusconi e dichiarandosi disposta a dialogare persino con Giorgia Meloni (“Se fosse un progetto credibile, perché no?”). Un pragmatismo che le ha permesso di condurre un programma su Rai Radio1 in coppia con Francesco Storace, a cui ha riservato una battuta fulminante: “Gli ho detto che alla fine del nostro lavoro sarebbe stato più facile che lui diventasse gay che io fascista”.