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"In Italia c'è l'idea che il merito sia secondario alle relazioni personali" - 2/3

Marco Lanzetta, eccellenza nel mondo della chirurgia, ha lasciato l'Italia nel 1989. "Volevo evadere da un sistema che non sentivo mio. Non c'era però la premeditazione di un addio definitivo". E invece i suoi figli e nipoti sono nati in Australia
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“In Italia c’è l’idea che il merito sia secondario alle relazioni personali”

Con la nascita delle due nipotine a Sydney, la storia è entrata nella terza generazione. E l’italianità, a quel punto, ha cambiato natura. “Non è una radice a cui aggrapparsi per necessità, ma un’eredità preziosa da esplorare con orgoglio”, sostiene Marco. Per descrivere questo passaggio utilizza, inevitabilmente, il linguaggio della chirurgia. “Un trapianto riesce quando l’organo donato non solo viene accettato, ma torna a pulsare in armonia con il nuovo corpo. In famiglia il trapianto identitario è perfettamente riuscito”. Nei nipoti, racconta, sono rimasti però tratti tipicamente italiani come l’empatia nei rapporti umani, il valore della famiglia attorno a una tavola, la sensibilità per il bello e una certa flessibilità nel risolvere i problemi. A essere “rigettati” sono stati invece “la burocrazia mentale, una certa rassegnazione italiana al ‘si è sempre fatto così’ e l’idea che il merito sia secondario alle relazioni personali“.

L’Australia, dice, ha aggiunto un senso di equità e un rispetto pragmatico delle regole. Cos’è allora l’Italia per chi nasce oggi a Sydney e porta un cognome italiano? Non più il Paese da cui partire per costruire un futuro, come poteva apparire al Marco del 1989. “Per le mie nipotine sarà un patrimonio genetico e culturale da riscoprire nei loro viaggi, una seconda casa emotiva, mai un limite”. Per lui, invece, il rapporto con il Paese d’origine è diventato più complesso. Tornare significa riabbracciare la lingua madre, ma anche guardare l’Italia con gli occhi di chi ha imparato che certe contraddizioni esistono. “A volte mi riscopro osservatore: questo mi fa sentire un ospite estraneo nel mio Paese d’origine”.

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