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Bali, ignora le regole e insulta il sacro Giorno del silenzio: turista svizzero condannato a un anno di carcere

È una delle ricorrenze più importanti dell'induismo balinese e in quella giornata l'isola cambia volto: strade e spiagge rimangono deserte, le attività commerciali si fermano e la popolazione è invitata a restare nelle proprie abitazioni. Il 26enne era stato informato, ma ha deciso di ignorare le limitazioni e di pubblicare contenuti sui social
Bali, ignora le regole e insulta il sacro Giorno del silenzio: turista svizzero condannato a un anno di carcere
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Un turista svizzero è stato condannato a un anno di carcere a Bali per un insulto al sacro Giorno del silenzio. Il tribunale di Denpasar ha riconosciuto colpevole il 26enne Luzian Andrin Zgraggen per aver pubblicato sui social media contenuti offensivi nei confronti del Nyepi.

Si tratta di una delle ricorrenze più importanti dell’induismo balinese e si celebra solitamente nel mese di marzo. Per un giorno intero l’isola cambia volto: le strade e le spiagge rimangono deserte, le attività commerciali si fermano e la popolazione è invitata a restare nelle proprie abitazioni, osservando il silenzio e dedicandosi alla meditazione. Persino l’aeroporto viene chiuso e vengono sospesi anche i servizi internet. Non ci sono distinzioni tra residenti e turisti: chiunque si trovi sull’isola deve rispettare le limitazioni.

La sentenza è arrivata ieri, giovedì 20 agosto. Per il tribunale, Zgraggen ha pubblicato i messaggi dopo essere stato informato delle regole durante la ricorrenza dal personale della villa in cui soggiornava. In particolare, il comportamento del turista “ha offeso il popolo balinese”, ferito la sua fede e provocato indignazione pubblica. E per questo l’imputato deve “essere chiamato a rispondere delle sue azioni”. Il 26enne infatti aveva raccontato su Instagram di aver violato le restrizioni imposte durante il Nyepi. Nei video appariva mentre camminava fino alla spiaggia, nonostante il divieto di uscire, e definiva il Giorno del silenzio “una tradizione pazzesca”. Il turista ha poi accompagnato il commento a una parolaccia. I contenuti erano stati ampiamente ricondivisi sui social, scatenando la reazione indignata di tanti residenti. Grazie alle segnalazioni, le autorità sono riuscite a rintracciarlo e lo hanno arrestato nella villa in cui alloggiava.

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