“Non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Trepy. Rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza”: il racconto di Giulini
“Non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael, Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza”. Yael Trepy – calciatore del Cagliari – non ricorda nulla dell’accaduto, ma non ha riportato danni neurologici e dovrà passare dalla terapia intensiva a un reparto più idoneo alle sue condizioni dopo l’incidente di qualche giorno fa in piscina, dove è annegato, rischiando la vita. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa tenuta questo pomeriggio nella sala riunioni del palazzo Bompiani, sede della direzione generale dell’Aou di Sassari, alla quale hanno partecipato il direttore generale dell’Aou di Sassari Serafinangelo Ponti, ma anche Tommaso Giulini, presidente del Cagliari Calcio oltre ad altre importanti figure ospedaliere.
Per il Club rossoblù presenti anche il Direttore sportivo Pietro Accardi, l’allenatore della Prima squadra Fabio Pisacane e Roberto Muzzi dell’Area Scouting. ”Siamo fortunatamente qui a parlare di una storia a lieto fine – ha detto Serafinangelo Ponti, direttore generale dell’Aou di Sassari -. Non è un miracolo, ma il frutto di buona sanità, di un lavoro egregio di tutto l’apparato della sanità sarda. A cominciare dall’Areus che ha soccorso e dato le prime cure a Yael Trepy. Preciso che per noi lavorare in questo modo è la normalità e la prassi quotidiana, sia che si tratti di un paziente famoso o una persona meno nota della quale non parleranno i giornali”.
Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini ha ringraziato ”tutto il personale sanitario e in primis la dottoressa Milia. C’è stato un grande esempio di tempestività e competenza, i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’accaduto, bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale. Chi ha soccorso Yael Trepy non sapeva che fosse un calciatore, in circa dieci minuti era già intubato e sotto le cure dei medici. Tutti eravamo molto preoccupati, il nostro dottor Gabriele Cirillo e il fisioterapista Simone Ruggiu ci hanno sempre aggiornati da qui rimanendo col ragazzo. Li voglio ringraziare col cuore come ringrazio tutti quelli che hanno permesso a Yael Trepy di essere ancora con noi”, ha spiegato il presidente del Cagliari.
”L’intervento di Areus in pochi minuti è stato decisivo, la vicinanza della base di Olbia ha permesso di soccorrere in fretta Yael Trepy. L’equipe di soccorso ha provveduto all’intubazione, il quadro era sicuramente critico per una grave situazione respiratoria a causa della copiosa presenza di acqua. Non abbiamo rilevato alcuna altra sostanza, questo va ribadito”, ha spiegato Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. ”Le condizioni sono progressivamente migliorate e sono diventate repentinamente soddisfacenti. Abbiamo potuto svegliarlo e rilevare assenza di criticità neurologiche, Yael respira bene, per ora va monitorato e progressivamente potremo costruire un percorso che gradualmente lo porterà fuori dalla terapia intensiva“.
Poi parola ancora a Tommaso Giulini, presidente del Cagliari: ”In questo momento Yael è con Mister Pisacane, con Roberto Muzzi e il Direttore Pietro Accardi. Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi – ha detto Giulinni – perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. Erano molto scossi, davvero, quasi quanto la mamma con cui sono sempre stato in contatto. Spero di vederlo tra un po’ se sarà possibile“.
“La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto – ha riferito Giulini -, rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso. Sappiamo che si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, i due compagni che erano con lui lo hanno anche preso in giro per il segno del sole sul petto, lui era nella parte più bassa della piscina ed è scivolato in quella dove non toccava”, ha spiegato il patron sardo ricostruendo la dinamica dell’incidente.
“So da Edoardo Oggianu (il suo procuratore), che non sa nuotare, immaginiamo che sia intervenuto anche il panico complice anche l’insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù. Tutto ciò è stato appurato anche dal nostro Ad Carlo Catte che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo e che non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael. Una ragazza ha dato subito l’allarme, un compagno e un ex compagno si sono buttati per salvarlo. Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza, i soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo”.