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Bassetti: "L'acqua del mare è anche troppo salata per cucinare" - 4/4

Un vecchio video del figlio di David e Victoria, tornato virale sui social, riapre il dibattito sull'uso dell'acqua marina in ambito alimentare. L'infettivologo smonta i falsi miti: dal rischio legato agli scarichi delle barche all'illusione che la bollitura elimini microplastiche e idrocarburi
Bassetti: "L'acqua del mare è anche troppo salata per cucinare" - 4/4
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Bassetti: “L’acqua del mare è anche troppo salata per cucinare”

Dal punto di vista prettamente nutrizionale, l’impiego diretto dell’acqua del Mediterraneo (che contiene in media 35 grammi di sale per litro) costituisce un rischio significativo per l’organismo. Bassetti ricorda che un simile liquido “ha una salinità che è tre-quattro volte superiore alla salinità che ci vuole per cucinare la pasta“.

Cuocere gli spaghetti in tali condizioni significa saturarli di cloruro di sodio: “Una parte del sodio presente nell’acqua di cottura viene assorbita dalla pasta e un consumo eccessivo di sale è associato all’aumento della pressione arteriosa e del rischio cardiovascolare”. Per limitare questi pericoli, il controllo manuale delle dosi resta essenziale: “Con l’acqua potabile possiamo decidere quanto sale aggiungere; con quella del mare partiamo da una concentrazione già molto elevata”.

L’impiego di acqua marina in cucina non è tuttavia vietato in assoluto, a patto di utilizzare risorse certificate. L’industria alimentare offre infatti soluzioni depurate e idonee al consumo, come ha concluso il medico: “Chi vuole sperimentare questo ingrediente può ricorrere a prodotti purificati disponibili in bottiglia, brick o altri formati”.

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